"Pochi presidi e tanta fatica | E a casa... con la mascherina"

“Pochi presidi e tanta fatica | E a casa… con la mascherina”

Commenti

    Sono curioso di verificare quanto impiegherà la redazione a fare sparire questa ennesima testimonianza dell’impareggiabile Roberto Puglisi per fare posto agli sproloqui di sciacalli e quacquaracqua’ .

    E chi, se non il Dott. Arcoleo poteva coordinare lo staff dei pneumologi dedicati alla gestione dell’emergenza Coronavirus? Dottore insuperabile sia professionalmente che umanamente. L’ho conosciuto e l’ho visto per anni dedicarsi con amore e grande professionalità a chi ho amato. L’ho visto accanto a me quando ho salutato per l’ ultima chi ho amato e mi è rimasto accanto anche dopo…anche solo con un messaggio… E come per gli amici, quelli veri, anche se non ci sentiamo e non ci vediamo spesso come prima, so che c’è e ci sarà sempre per noi. A tutti i medici che combattono questa guerra, la mia stima inconzionata e il pensiero che non potevano avere uomo e medico migliore del Dott. Arcoleo in squadra. E sono convinta che sia lui che voi non farete mancare agli ammalati una carezza, magari fatta con gli occhi… Andrà tutto bene…

    Bravissimi ….complimenti!

    denunciano che mancano i presidii e musumeci e razza che aspettano a provvedere?

    Non aspettate che siano Conte e la protezione civile nazionale a darvi mascherine e dispositivi di protezione, pensateci voi in sicilia che quelli sono incapaci

    L’esperienza di questi giorni tristi serve a restituire il reale valore agli schieramenti politici con la loro insopportabile polemica, anche se non cambia la natura partigiana e ognuno continuerà a rappresentare gli aspetti positivi e sorvolare su quelli negativi. Ma il cambiamento c’è stato e la ripartenza è in atto, spetta a ognuno di noi intenderla e agevolarla. Questo è il tempo della costruzione collaborativa con gli altri: medici, giornalisti, intellettuali, amministratori, credenti e non credenti, tutti insieme dobbiamo creare un’atmosfera magica per rafforzare le fondazioni pericolanti della nostra convivenza umana.

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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