Polemica sul gay Pride | tra omofobia e rettifiche - Live Sicilia

Polemica sul gay Pride | tra omofobia e rettifiche

Dopo le polemiche nate dalla recensione della guida turistica Frommer's, che ha descritto una Sicilia omofoba, ecco la replica della nuova redattrice, di origini siciliane, che prende le distanze dai vecchi autori. Da un lato però Forza Nuova e Giovane Italia attaccano il Gay Pride. Mentre sulla mancata adesione del Pd, Terminelli polemizza: "Un errore culturale".

La manifestazione
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Sulla Sicilia omofoba descritta dalla guida statunitense Frommer’s hanno protestato davvero tutti, da destra a sinistra. Ecco perché la redattrice della nuova edizione della rivista Usa, Conchita Vecchio, ha bene inteso “il sentimento di sdegno”: il ritratto che è stato dipinto dell’isola “non corrisponde – dice – alla realtà che conosciamo in Sicilia”.

Così la scrittrice ha voluto inviare una replica a quanti avevano riportato le parole di Frommer’s, che descrivevano una Sicilia medievale sulla questione LGBT (termine utilizzato per indicare lesbiche, gay, bisessuali e transessuali).

Conchita Vecchio, newyorkese di origini siciliane che vive a Palermo, nella nuova versione descrive una Sicilia in cui l’omosessualità, nonostante “abbia ancora molta strada da fare, sta muovendo piccoli passi verso l’accettazione sociale”.

Anche se “la tradizione e la mentalità maschilista sono ancora profondamente radicate nella società”, e benché le rare “manifestazioni pubbliche di omosessualità “incontrino spesso occhiate e commenti occasionali”, fuori dalle aree più arretrate “la violenza contro gli omosessuali è sconosciuta” . La recensione della Vecchio fa così riferimento alla “prima associazione gay in italia fondata a Palermo nel 1980 (www.arcigay.it) per protesta di fronte al suicidio di una coppia omosessuale tormentata da un’opinione pubblica feroce”, e nomina anche quello che era l’allora sindaco di Gela, Rosario Crocetta: “apertamente gay in una città conosciuta per la sua alta densità mafiosa”.

Una versione, quella appena accennata, che non si trova ancora sul web, così chi naviga trova ancora online l’articolo che fa della Sicilia una regione omofoba. “il paragrafo – che la casa editrice mi ha rassicurato stamattina aggiorneranno al più presto – appartiene alla versione precedente del libro, ovvero la quarta edizione, scritta da altri autori”.

Ma le polemiche, di segno opposto, arrivano da altri fronti: come i militanti del movimento di Forza Nuova Palermo. I militanti del movimento di estrema destra, infatti, definiscono il Palermo Pride come una “disgustosa e anticattolica sfilata in strada”, una “volgare pagliacciata” di “oscene ostentazioni”. Ecco perché, quando il prossimo anno Palermo sarà sede del Pride nazionale, il movimento ha annunciato che daranno “vita nello stesso giorno, con modalità da concordare e senza simboli di partito – si legge nella nota – ad una grande giornata a sostegno della Famiglia, la sola in cui – come Dio comanda – i figli vengono generati ed educati da un uomo e da una donna”.

A pochi giorni dal Palermo Pride, anche i più moderati del Pdl si oppongono all’evento che, dopo una settimana di incontri e dibattiti, culminerà sabato con la consueta sfilata, considerata una “manifestazione controversa, non gradita da gran parte dei palermitani per gli eccessi e l’esibizionismo sessuale”. Per il leader regionale di Giovane Italia Mauro La Mantia, le rivendicazioni dei gay sono sconfitte:”Il 2012 è infatti l’anno della definitiva bocciatura del disegno di legge sulle unioni civili discusso a lungo all’Assemblea regionale siciliana”, che invece è stata “una grande vittoria in difesa delle prerogative della famiglia naturale a cui volevano essere tolti i pochi sostegni economici in favore delle unioni omosessuali”.

Interviene pure Stefano Santoro: “Il gay pride è una manifestazione che non soltanto è odiosa e culturalmente indisponente, ma è altresì obsoleta perché i siciliani che sono per vocazione un popolo di tolleranti non hanno mai mostrato sofferenza per chi vive la propria sessualità in modo diverso. Con la giunta Orlando si torna indietro di dodici anni quando Giusto Catania sovvenzionò la manifestazione. Non ci si rende conto che queste manifestazioni sono profondamente odiate dagli omosessuali intelligenti”.

Anche a sinistra però l’adesione al Pride non è stata piena. A denunciarlo è Ninni Terminelli che attacca il Pd, definendo la mancata adesione dei democratici alla manifestazione come “un errore culturale”: “Sono stato io – dice Terminelli – l’unico segretario ad aderire al Pride quando ero segretario cittadino. Quest’anno con il mio movimento “Prospettiva politica” ho deciso di supportare la manifestazione, quando nemmeno negli ultimi anni i democratici hanno deciso di non aderire”.

 

 

 

 


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