Politiche, gli ultimi sondaggi |Ecco i favoriti nei collegi - Live Sicilia

Politiche, gli ultimi sondaggi |Ecco i favoriti nei collegi

Non mancano le sorprese.

VERSO IL VOTO
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CATANIA – Impazza la febbre dei sondaggi a due settimane dal voto. Un dato a sorpresa arriva dall’ultima rilevazione dell’agenzia Deligo (1051 le interviste realizzate) sulla sfida nei collegi uninominali di Catania, Acireale e Misterbianco. La partita elettorale, sondaggi alla mano, non sarebbe poi così scontata e i pentastellati sembrerebbero ridimensionati rispetto alle aspettative e alle rilevazioni dei giorni scorsi. Il centrodestra ha ancora il vento in poppa, ma dovrebbe guardarsi le spalle dal centrosinistra trainato dai candidati “forti” piazzati all’uninominale.

Il tridente schierato negli avamposti dell’uninominale sembra avere portato fortuna al nuovo corso democratico nei collegi di Catania, Misterbianco e Acireale. Ma andiamo con ordine. La domanda dei sondaggisti è secca. “Alle prossime elezioni per il rinnovo della camera dei deputati a chi darà la sua preferenza al collegio uninominale di Acireale?”. Le risposte degli intervistati sono le seguenti: “Basilio Catanoso 38%, Nicola D’Agostino 28%, Giulia Grillo 28%. Il campione intervistato conferma il netto vantaggio di Basilio Catanoso, ma segnala anche la costante rimonta dell’ex autonomista D’Agostino con un evidente effetto trascinamento sul partito dato a percentuali più basse del candidato come dimostrano le risposte al secondo quesito.  “Voterà anche un partito della coalizione? Se sì quale?”, chiedono i sondaggisti. “Forza Italia 19%”; Fratelli d’Italia 6%; Lega Nord 4%; Noi per l’Italia 2%”; Partito Democratico 15%; un altro partito 5%; voterò solo il candidato 17%”. Il caso di Acireale è indicativo: sembrano essere i candidati all’uninominale a trascinare i partiti e non il contrario. L’impostazione della domanda tiene fuori il Movimento Cinquestelle che non si presenta in coalizione e che, tenuto conto del meccanismo della legge elettorale, prenderà gli stessi voti del frontrunner. Non pochi.

Anche a Catania città si accorciano le distanze con la corazzata del centrodestra. L’uscente dem Giuseppe Berretta arriva al 30% e si lascia alle spalle di un soffio la pentastellata Laura Paxia (29%). Il seggio, secondo la simulazione, andrebbe però al consigliere comunale di FdI Manlio Messina che totalizzerebbe il 38%. Interessante anche in questo caso è il dato dei partiti. Forza Italia schizza al 20% e il Pd si ferma al 15%. A destra si segnala il buon risultato della formazione capitanata da Giorgia Meloni (7%), il crollo dei centristi di Noi con L’Italia e il risultato non esaltante della Lega (4%). Anche in questo caso, a prescindere dai meccanismi che regolano la nuova legge elettorale assegnando de facto il voto del frontman alla coalizione, una percentuale molto alta di intervistati svela che voterà soltanto per il candidato all’uninominale. Segno dei tempi o frutto delle scelte effettuate dai partiti? Ad ogni modo anche a Misterbianco la situazione sembrerebbe essere molto diverse dai primi giorni di campa elettorale. Pistorio è saldo in testa con il 37% dei consensi. Seguono il deputato regionale dem Luca Sammartino (31%) e la candidata pentastellata Simona Suriano (29%).

Anche in questo caso i numeri sembrano essersi rimescolati in favore del centrosinistra. Per quanti riguarda i partiti le cose seguono lo spartito dei precedenti collegi: il Pd prende la metà del suo candidato (15%). Curioso il dato della formazione centrista di Pistorio: Noi con l’Italia si ferma all’1%. La Lega è data al 3%, Fratelli d’Italia si attesta intorno al 6% e Forza Italia al 19%. Altri partiti delle coalizioni sono dati al 5% e il 19% se lo intesta chi voterà per il candidato senza indicare un partito. Sondaggi da prendere con le pinze. Gli ultimi prima del silenzio di due settimane che precede il responso definitivo. Quello delle urne.


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Commenti

    In realtà nei collegi uninominali basta un voto in più per spegnere la scena, per cui i giochi appaiono già fatti, al netto delle simpatie e antipatie personali, del valore di questo o quel candidato. Questo è un voto politico non personale: le idee generali del proprio sentire politico, devono specchiarsi negli uomini e nelle donne in competizione, non uomini e donne che specchiano se stessi tentando di salire a bordo di una idea politica, salvo scenderne immediatamente per salirne su di un’altra. Va fatta una scelta politica, non sui candidati: non siamo al Comune o, per estensione, alla Regione, dove si parla di amministrazione, qui si parla di legislazione.

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