Lascia un commento
Commenti
Articoli Correlati
Gli ultimi commenti su LiveSicilia
E cosa mi rappresenta il Codacons ? Chi lo legittima a rappresentare i cosiddetti consumatori compreso me ? Io non ho mai conferito alcuna delega a rappresentarmi, non è un organo eletto dal popolo e quindi chi è ?
Bisogna riconoscere a Lavardera un grande coraggio unito ad una insolita, per i politici locali, assenza di fuffa e annunci fasulli
La stampa fa il suo lavoro e questi sono i nostri politici. Ma bisognerebbe chiedere ai siciliani se gradiscono questo presidente del senato con la sua storia e il suo stile, magari confrontandolo con un altro conterraneo come il presidente Mattarella. Il pensiero di La Russa, siceramente, mi lascia indifferente.
Per la SEUS 118 sarebbe auspicabile prevedere un Direttore Generale come le aziende sanitarie con resposabilità gestionale diretta e non di comandante politico di un consiglio di amministrazione. Aldilà delle propagande, convegni, congressi e belle parole spese per i suoi amati dipendenti soccorritori e di qualche collaboratore amministrativo vicino al colore politico di appartenenza, cosa avrebbe fatto di concreto Castro per meritare la riconferma proposta e pubblicizzata da un sindacato e un comitato composto interamente da dipendenti vicini e di un territorio della Sicilia adiacente a quello di Castro? Un amminstratore dovrebbe amministrare una società pubblica senza alcun altro fine se non quello della gestione trasparente e imparziale. Per altre società partecipate, come il caso della SAS è stato azzerato il cda per presunte anomalie gestionali, perchè non verificare anche in seus? La buona e sana politica dovrebbe meditare bene le prossime scelte.
Non lo vogliono nemmeno a Roma e c'è lo dobbiamo sorbire noi?


Avantieri perentorio è stato il monito del ministro dell’economia Giorgetti a non sprecare risorse. Gli ha fatto eco oggi la Meloni che ha detto “È finita la stagione di chi buttava i soldi al vento”. Mi chiedo allora come può il governo alle prese con un debito pubblico di quasi 3000 €, al 147 % del PIL (Per i criteri di Maastricht, il rapporto tra debito pubblico lordo e Pil non deve superare il 60) , il più alto d’Europa e terzo a livello mondiale, definire serio, realistico e responsabile il finanziamento di 13.5 miliardi di € di fondi pubblici, tolti dalle tasche degli italiani, per finanziare un’opera dall’enorme impatto ambientale, sicuramente non prioritaria e la cui fattibilità è tutta da dimostrare specie per quanto riguarda la possibilità di farci passare un treno, motivo principale perché si debba fare il ponte giacché in nessun ponte con luce di campata superiore a 1.408 metri passa un treno. Sono 11 i ponti che superano questa misura, tutti modernissimi, e diversi sono stati realizzati dal consorzio Webuild – COWI con celebrato Sistema Messina: in nessuno passa un treno. Perché nessun privato e la stessa Webuild s’è detto disponibile a collaborare finanziariamente (Project Financing) alla realizzazione del fantascientifico viadotto? Tutte le grandi opere, a cominciare alla A1 sono stare realizzate con capitali misti, pubblici e privati. Perché il Decreto Ponte, come sottolineato dal presidente dell’ANAC, avv. Giorgio Busia, è a tutto vantaggio della Webuild in quanto non pone impegno riguardo i tempi di realizzazione, i costi e l’obbligo di risultato? In pratica in quella che è una delle più azzardose scommesse dell’ingegneria di tutti i tempi l’unico a rischiare di rimetterci è il committente, le casse dello Stato, le tasche dei contribuenti. Pazzesco!!!