PALERMO – A due dipendenti della Regione Siciliana, un dirigente e un funzionario, spettano incentivi economici, per un totale di 500 mila euro. Lo ha stabilito, con due sentenze, il giudice del lavoro del tribunale di Palermo, Giuseppe Tango. La loro attività riguardò i lavori del porto rifugio di Gela, ancora oggi impraticabile.
L’assessorato si era opposto
L’assessorato regionale delle Infrastrutture e della mobilità aveva proposto opposizione ai decreti ingiuntivi presentati dai due dipendenti, un ingegnere e un architetto, assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino. Il giudice ha invece accolto le ragioni dei dipendenti della Regione.
Incentivi riconosciuti
Gli incentivi, secondo quanto deciso dal giudice, vanno riconosciuti nonostante il progetto per gli interventi nel sito gelese non abbia ricevuto la validazione finale per la gara d’appalto. Per il magistrato, è sufficiente l’approvazione in linea tecnica, che venne formalizzata dalla commissione regionale dei lavori pubblici nel 2019.
Viene meno anche il tetto massimo annuo del 50 per cento per il trattamento economico lordo. Il magistrato ha rilevato, come indicato dai legali dei dipendenti regionali, che “l’incentivo è commisurato alla percentuale di raggiungimento del risultato e l’unica causa di esclusione totale è l’imputabilità al tecnico del mancato finanziamento o dell’approvazione”.

