CATANIA – Stamattina alle ore 8,30 è approdata nel porto di Catania la nave della marina militare spagnola F84 Reina Sofia; si stanno ultimando con particolare lentezza le operazioni di sbarco dei/lle 841 migranti, quasi tutti/e (moltissime donne) di origine sub sahariana. Stavolta lo sbarco non è avvenuto nella banchina 8 poiché era stata precedentemente occupata dalla gigantesca nave da crociera Celebrity Equinox, che accoglie nel lusso migliaia di turisti, mentre a poche decine di metri sbarcano, dopo lunghe ore d’attesa sotto un sole cocente, numerose centinaia di migranti.
Come da routine le realtà preposte ad accogliere i migranti si apprestano ad eseguire il proprio lavoro: la CRI appronta i gazebo per i primi soccorsi, la polizia scientifica e gli ispettori Frontex si occupano di prendere le impronte digitali e di convincere chi è restìo e l’autista del carro funebre attende il suo “passeggero”. Come al solito dopo alcune ore che seguivamo lo sbarco siamo stati allontanati dalla zona dei bus e relegati in un piccolo spazio da dove non si vedeva cosa avveniva nella zona identificazioni.
Tutti i 16 bus, alcuni sprovvisti di servizi igienici, erano muniti di cellophane in ogni sedile per prevenire contagi ai futuri utenti, una novità a nostro avviso negativa: chi arriva esausto e stordito da una pericolosa traversata avrebbe bisogno d’immediata assistenza sanitaria e psicologica, invece assistiamo ad una disumana catena di montaggio, nella quale ognuno gestisce il proprio spicchio di competenza.
I/le migranti non sono trattati/e come persone ma come oggetti da sistemare in base agli ordini dall’alto, circondati come sempre da nerboruti rambo dell’antisommossa, dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza. Sarebbe questa la città accogliente? I media seguono gli sbarchi solo quando le morti sono numerose e la nostra presenza viene mal sopportata. Che brutta estate ci attende. Ultim’ora: a 7 ore dall’approdo sono partiti solo pochi bus, destinazione alcune città del Lazio; ancora devono partire 12 bus.

