PALERMO – “Siamo al centro di cambiamenti nel nostro paese ed anche in azienda poste. Il cambio al vertice dell’ A.D. e i suoi dirigenti, sta determinando una naturale preoccupazione in categoria. Nel frattempo, nell’attesa di convocazione con le parti sociali in programma ad ottobre, i servizi e soprattutto i disservizi sono una realtà”. Questo quanto si legge in una nota di Maurizio Affatigato, segretario territoriale Cisl Slp Poste. “La chiusura degli uffici postali al pubblico non è più un fatto occasionale, ma è diventata una consuetudine aziendale per sopperire alle carenze di personale, aggravata dalle assenze per ferie estive. Questa situazione penalizza il servizio e genera uno stato di criticità permanente. Infatti, gli uffici restano chiusi al pubblico senza preavviso ed altri aperti per poche ore nell’arco della stessa giornata. Uffici postali importanti ubicati in comuni o quartieri ampi con alta densità di abitanti lasciati con uno o massimo due operatori allo sportello. Infatti, rispetto agli organici e accordi sottoscritti con l’azienda, vi sono moltissime carenze, dovute a pensionamenti e trasferimenti in altri settori da marzo ad oggi 37 risorse in meno, e rimpiazzati solo con un esiguo numero di giovani assunti a part-time, non bastevole rispetto ai reali bisogni. Tutto questo genera disagio e spesso mancata qualità del servizio alla clientela. Per i tempi d’attesa lunghi costretti a subire i nostri clienti, solo a Palermo e Provincia si sono aperti 34 uffici a doppio turno per dare un servizio anche il pomeriggio e diminuire così i tempi d’attesa. Un fabbisogno di risorse notevole (34 collaboratori, 34 commerciali e almeno 2 sportellisti per ufficio, arriviamo ad un esigenza minima di 136 risorse), spostando solo 96 lavoratori dal Centro di videocodifica Postelprint di Palermo negli uffici postali si sperava che l’Azienda attivasse subito la mobilità interna trasferendo i lavoratori che ne avevano fatto richiesta dal nord al sud (in graduatoria per la Provincia di Palermo sono 42) e dare inoltre spazio ai tanti lavoratori assunti part-time e trasformarli full-time in servizio da diversi anni a Palermo. Una circostanza che ha complicato tutto perché ora ci ritroviamo uffici aperti di pomeriggio senza personale e senza clienti. E’ ormai riscontrata nei fatti una sempre più preoccupante politica aziendale, volta a contrarre i livelli occupazionali attualmente presenti in Azienda Poste Italiane, che immancabilmente si riflettono sulla quantità e la qualità dei servizi forniti alla clientela, con grave riduzione della funzione sociale ed economica. Noi tenteremo, come abbiamo già fatto un anno fa, di dare una soluzione alle questioni diventate delicate. Ma intanto urge personale. Se non ci saranno riscontri, sin d‘ora dichiariamo lo stato di agitazione”.
"Per i tempi d’attesa lunghi costretti a subire i nostri clienti, solo a Palermo e Provincia si sono aperti 34 uffici a doppio turno per dare un servizio anche il pomeriggio e diminuire così i tempi d’attesa".
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