I posteggiatori padroni del centro | Messina: "Non pagateli"

I posteggiatori padroni del centro | Messina: “Non pagateli”

Da piazza XIII Vittime a piazza Spinuzza, passando per via Cavour e via Pignatelli Aragona, l'"euro per il caffé" è la regola. Anche in piazzale Ungheria, dove la sosta è a pagamento. Viaggio nel salotto buono della città, fra le vessazioni quotidiane per parcheggiare.

PALERMO – Arrivano in centro di buon’ora, nei pressi del salotto cittadino di via Ruggero Settimo, ‘dividendosi’ la zona e trasformando le aree delimitate dalle strisce blu in veri e propri parcheggi a pagamento, chiedendo quindi di sborsare una somma ulteriore per ‘custodire’ le vetture. I posteggiatori abusivi tornano alla carica. E neppure la presenza dei caschi bianchi nel centro cittadino riesce a contrastare il fenomeno. Gli abusivi infatti esercitano indisturbati il loro ‘lavoro’ anche a pochi passi dalla municipale che, in questi giorni, oltre al pattugliamento costante del tratto compreso tra via Ruggero Settimo e piazza Verdi, è impegnata a dirimere il traffico a ridosso dell’area pedonale di via Maqueda. “Il fenomeno si consuma soprattutto nei fine settimana – segnala Renato Fazio, lettore di Livesicilia – e nello specifico nelle vie Pilo, Bentivegna, Villaermosa, Wagner, Cerda, Guardione e Stabile. Il centro città da mesi è vittima di illegalità e disagio. Ogni zona, angolo, spazio è nelle mani di un gruppo di posteggiatori abusivi stranieri e irregolari che ha assunto il comando”.

E il copione si ripete nelle zone limitrofe. Da piazza XIII Vittime a piazza Spinuzza, passando per via Cavour e via Pignatelli Aragona fino ad arrivare al parcheggio di piazzale Ungheria gestito dall’Amat dove, sebbene la tariffa sia di 1,50 euro, non manca la presenza di un posteggiatore fisso dalle 8 del mattino alle 20 che richiede il famoso “euro per il caffè”. “Non solo la tariffa è salata di per sé – lamenta Giuseppe Aragona, assiduo frequentatore del parcheggio, appena sceso dall’auto – ma, come se non bastasse, appena metto il piede fuori dalla macchina arriva questo tizio a chiedere il pizzo. Non ho mai pagato e non ho intenzione di cominciare a farlo adesso. Purtroppo non tutti i miei concittadini la pensano allo stesso modo”. E in effetti nel corso della mattinata sono tanti i palermitani che cedono alle richieste degli abusivi sborsando da 50 centesimi a due euro per “la sicurezza” della vettura. “I vigili poi – prosegue Aragona – dovrebbero essere più solerti e limitarsi ad applicare le regole vigenti. Che dire, basterebbe ad esempio multare tutte le auto in sosta irregolare, programmare controlli a tappeto e verificare l’identità di questi soggetti. Non penso di chiedere la luna”.

Ma da via Dogali non ci stanno. “Gli agenti sono presenti sul territorio e giorno per giorno svolgono le mansioni più disparate di controllo urbano – ribattono dal comando -. Se durante un pattugliamento o un controllo nelle varie parti della città notiamo comportamenti illeciti interveniamo di conseguenza. Facciamo del nostro meglio ma se i soggetti in questione non vengono colti in flagranza possiamo fare poco o nulla. Certo se vengono beccati eleviamo multe di 700 euro. Per quanto riguarda le sanzioni alle auto in sosta irregolare – proseguono – vengono dispensate a tappeto, giorno dopo giorno, soprattutto nelle aree sopracitate ossia Pilo, Bentivegna, Cavour e via dicendo dove i controlli sono fissi e pressanti. E’ bene però informare e lanciare un appello anche ai cittadini affinchè non si prestino più a questa forma di ‘estorsione’”.

Ad intervenire anche il comandante dei caschi bianchi, Vincenzo Messina che affida al taccuino del cronista un aneddoto vissuto in prima persona. “Ho fermato io stesso la pattuglia una volta, dopo aver intuito della presenza di un posteggiatore abusivo – racconta Messina – ma quando ho chiesto al cittadino che aveva da poco lasciato la vettura cosa avesse chiesto il tizio in questione mi ha risposto ‘Nulla gli ho solo offerto una sigaretta’ .. e allora di cosa stiamo parlando? Io posso pattugliare la zona ma, lasciatemi dire, i cittadini sono i primi a dover cambiare mentalità e lavorare in simbiosi con noi”.

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