Povertà: assunzioni e più servizi | A disposizione 42 milioni in tre anni - Live Sicilia

Povertà: assunzioni e più servizi | A disposizione 42 milioni in tre anni

Il governo regionale ha approvato il piano per la lotta alla povertà. Servirà per applicare il reddito di inclusione sociale

LA DELIBERA
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PALERMO – Il governo regionale ha approvato il piano regionale per la povertà liberando così oltre 42 milioni di euro in tre anni. Il piano è uno strumento di programmazione dei servizi necessari per l’attuazione del reddito di inclusione, il Rei, e mira a supportare i Comuni.

“Diamo seguito ad una misura nazionale di contrasto alla povertà – ha spiegato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – nella consapevolezza dell’acutizzarsi del fenomeno, soprattutto in Sicilia dove si registra un incremento sia di quella assoluta sia di quella relativa”. Adesso il piano sarà inviato a Roma per l’approvazione definitiva. “Il documento – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali, Mariella Ippolito – rispetta i criteri, gli indirizzi e gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale. Il governo regionale ha dimostrato ancora una volta grande sensibilità e senso di responsabilità”.

Nella delibera non c’è nessun cenno al reddito di cittadinanza che dovrebbe entrare in funzione nei prossimi mesi, sostituendo il Rei. Non è da escludere però che un possibile avvicendamento fra gli strumenti di lotta alla povertà non faccia venire meno l’utilità del piano. La delibera infatti contempla numerose azioni per attivare ulteriori servizi sociali. Una delle misure principali, ad esempio, è l’assunzione di un assistente sociale ogni cinquemila abitanti.

Le assunzioni degli assistenti sociali

Il rafforzamento dei servizi sociali, con la presenza di un numero maggiore di professionisti del settore attivi, è il primo obbiettivo fissato dal governo regionale.  I distretti socio sanitari che non dispongono di un numero sufficiente di assistenti sociali professionisti devono vincolare per le assunzioni una parte delle risorse erogate. Se c’è meno di un assistente sociale ogni 20mila residenti allora occorrerà vincolare il 60% delle risorse erogate. La cifra da vincolare scenderà al 40% se il distretto ha a disposizione un assistente sociale ogni 10mila abitanti. La soglia scende ancora nel caso di un assistente sociale che abbia un comprensorio fra i 10mila e i 5mila abitanti. In questo caso la somma da vincolare sarà pari al 20%.

I servizi da potenziare

In generale occorrerà rafforzare i servizi di contrasto alla povertà: i tirocini finalizzati all’inclusione sociale e alla riabilitazione, il sostegno alla gestione delle spese e al bilancio familiare, l’assistenza domiciliare, sostegno alla genitorialità, i servizi di mediazione culturale e i servizi di pronto intervento sociale. Particolare attenzione sarà destinata alle famiglie con bambini sotto i mille giorni di vita. In tutti questi casi i servizi dovranno essere maggiormente rafforzati.

Il piano fissa anche quanti punti per l’accesso alle misure di contrasto alla povertà, devono esserci in un determinato territorio. I centri devono servire da punto di riferimento per gli utenti del Rei. Nei capoluoghi dovrà essercene uno ogni 70mila abitanti; nel resto dell’isola sarà necessario avere un punto ogni 20mila abitanti. Fra le altre azioni che saranno attivate c’è pure l’adozione di un sistema informativo e l’armonizzazione tra le misure del comparto sociale con quelle a carattere sanitario e le politiche del lavoro. La missione è quella di creare delle forme di raccordo fra tutti gli enti attivi nel campo del sociale. Per questo sarà così necessario mettere riuscire a mettere allo stesso tavolo i distretti socio sanitari, che sono 55, e i Centri per l’Impiego, che sono 65. Ma non solo enti pubblici. Palazzo d’Orleans intende rafforzare il rapporto con gli enti del Terzo settore, perchè i progetti delle associazione e delle fondazioni siano concordati con i Comuni e i distretti.

Le risorse

Con il documento la Regione destina le risorse del Fondo nazionale povertà: i 42,6 milioni di euro serviranno ad attivare i servizi connessi al Rei. Metà delle risorse saranno erogate in base alla quota dei beneficiari del Rei presenti nei distretti. L’altra metà invece sarà distribuita in base ai residenti nel distretto socio sanitario.

Vengono erogate poi delle risorse per la povertà estrema e per i senza dimora. A Palermo va un milione di euro perché è il comune capoluogo di città metropolitana con più di mille persone senza fissa dimora. Ci sono poi risorse per quei distretti che sono anche capoluoghi di provincia. A Catania vanno 172mila euro, a Messina 112mila euro e 82mila euro a Siracusa. Ai distretti di Ragusa, Trapani Caltanissetta e Agrigento vanno invece finanziamenti per i senza tetto fra i 70mila e 60mila euro.


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Commenti

    Tra reddito di inclusione regionale e reddito di cittadinanza nazionale me ne potrò stare comodamente a casa facendo, se sarà il caso, eventuali lavoretti ovviamente in nero. Ringrazio in anticipo gli attuali Governi nazionale e regionale che malgrado la crisi stanno facendo di tutto per mettere soldi in tasca a noi italiani.

    Perchè non prendiamo esempio dai gilet gialli della Francia?

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