Palermo, come funziona la "corruzione" per i presidi ortopedici

Le prescrizioni dei presidi ortopedici: il meccanismo della “corruzione”

Medico e imprenditore insieme durante le visite. Cosa prevede l'iter

PALERMO – Medico dell’Asp e imprenditore andavano in giro insieme per fare le visite domiciliari ai pazienti che avevano bisogno dei presidi ortopedici. Il primo, Leonardo Gaziano, prescriveva i presidi mentre il secondo, l’ennese Biagio Mendolia, forniva il prodotto e ripagava Gaziano con soldi e generi alimentari. Questo sarebbe lo schema di uno dei due patti corruttivi scoperti dalla Procura di Palermo. L’altro riguarda le certificazioni per ottenere le pensioni di invalidità.

Qual è la procedura per i presidi ortopedici

La procedura prevede che per ottenere dei presidi ortopedici tramite l’Asp, e dunque con spese a carico del Servizio sanitario nazionale, ci vuole la prescrizione di uno specialista pubblico, l’autorizzazione dell’Azienda sanitaria e la fornitura tramite centri convenzionati. Per presidi si intende plantari, tutori, busti protesi, sedie a rotelle e poltrone. Ottenuta la prescrizione il paziente può ritirarli e dopo il collaudo del medico l’impresa ottiene il rimborso.

La denuncia di un tecnico ortopedico

A fare saltare il banco è stata la denuncia di un tecnico ortopedico. A marzo 2024 si è presentato spontaneamente alla squadra mobile e ha raccontato di avere conosciuto Gaziano e della sua proposta: “Mi propose di indirizzare a me i suoi pazienti ai quali prescriveva l’acquisto di dispositivi medici ortopedici con spese a carico del Servizio sanitario nazionale, in modo da consentirmi di lavorare e guadagnare. Tuttavia mi chiedeva la metà delle provvigioni che avrei ricevuto a seguito di presentazioni delle fatture. Io per dover lavorare dovevo accettare tali condizioni e così ogni volta che ricevevo i bonifici in questione, lo stesso giorno prelevavo delle somme in contanti e le consegnavo personalmente al dr. Leonardo Gaziano. In totale, nel corso del tempo, gli ho consegnato circa 5, 6 mila euro”.

Medico e imprenditore pedinati

Per verificare l’attendibilità del suo racconto i poliziotti hanno messo sotto intercettazione e hanno pedinato Gaziano. Si è così scoperto che Mendolia accompagnava Gaziano durante le visite a domicilio a Palermo e provincia. Per le forniture l’imprenditore ennese avrebbe corrisposto una percentuale pari al 10% sui versamenti effettuati dall’Asp: “Guarda quanto mi ha pagato l’Asp di Bagheria… io quando mi arriva il pagamento faccio… se mi arriva 5.000 io faccio il 5% eh il 10% quindi viene 500 se no impazzisco io. Io quando mi paga l’Asp te li faccio a te se no io, se no io impazzisco. Perché tu i collaudi li fai dopo 3/4 mesi e io impazzisco io… la ragioniera mi ha detto che mancano, manca una fattura, l’ultima fattura che manca di Palermo è 9000 euro quindi sono 900 che ti devo dare”.

Gli altri medici

Mendolia userebbe lo stesso sistema con altri medici dell’Asp. In una conversazione intercettata si parla di un tale “Mimmo” che “è incazzato perché dice che ha fatto il conto dice che gli veniva con il 12% per le pratiche 800 e rotti euro e gli hai dato 620 euro”. Anche in questo caso il riferimento sarebbe a dei presidi ortopedici. A volte le tangenti sarebbero state pagate con aragoste e gamberoni.

Nel frattempo se ne andavano in giro per le visite. Mendolia gli fa faceva da autista e accompagnatore: “Amunì dai, ne dobbiamo fare tre e velocizzare”. L’imprenditore una volta chiamò la badante di una paziente “per la poltrona”: “‘L’ortopedico è venuto, non è venuto da voi a Bagheria?”. “Si è venuto, mi ha lasciato una ricetta dice che devo fare la domanda io, i parenti, sono la badante e non ne capisco niente e gli ha scritto, e mi ha scritto una ricetta per i ginocchi per il dolore”, spiegava la donna.

“Bravissima allora memorizzati il mio numero, ci scrivi officina ortopedica appena, appena hai il verbale d’invalidità mi, mi mandi il WhatsApp va bene?”, concludeva Mendolia. Ora sono in sei – tra medici faccendieri e imprenditori – a rischiare l’arresto.


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