PALERMO – Dall’armonizzazione del bilancio, imposta dalle norme nazionali e che costa da sola quasi 50 milioni di euro, ai tagli dei trasferimenti regionali e statali che, dal 2008 a oggi, valgono 148 milioni, a cui sommare i ritardi con cui gli stanziamenti arrivano ai comuni. Non è certo rose e fiori la situazione degli enti locali siciliani, anche se Palermo può tirare qualche sospiro di sollievo: nessun taglio alla scuola e al sociale, un meno 10% alla cultura che sarà recuperato con l’imposta di soggiorno in assestamento.
La manovra di previsione 2015, approvata dalla giunta giovedì scorso e presentata oggi in conferenza stampa a Villa Niscemi, è fatta di luci e ombre. La nuova contabilità pubblica ha infatti costretto Palermo, così come tutti gli altri comuni italiani, a rivoluzionare il bilancio e a riscriverlo di sana pianta: falcidiati residui attivi e passivi, il fondo crediti di dubbia esigibilità sale da 27 a 41 e poi 52 milioni, cui sommare il fondo rischi spese legali (10,6 milioni) e il ripiano trentennale (13,2 milioni l’anno per i prossimi tre decenni). Un salasso a cui si aggiungono i tagli: -22 milioni dallo Stato e -0,4 dalla Regione. “L’Anci, per la prima volta nella storia, ha bocciato il piano di riparto proposto dalla Regione in sede di conferenza con le autonomie locali – ha detto il sindaco Orlando, in qualità anche di presidente dell’Anci Sicilia – in cinque anni i soldi destinati ai comuni sono calati da 914 a 460 milioni di euro. Chiediamo ai sindacati e alle associazioni delle imprese di mobilitarsi, di questo passo non potremo più pagare dipendenti e fornitori”. Un allarme che in realtà non riguarda Palermo, che non dovrà ricorrere ad anticipazioni di cassa e che punta tutto sulla spending review e la lotta all’evasione. A conti fatti, i tagli ammontano a 20 milioni: 7 dalla spesa del personale, 2 dalle spese di funzionamento, 4 in meno per minori debiti fuori bilancio e il resto sui vari capitoli di spesa. A questi vanno aggiunti i 50 milioni imposti dalle norme nazionali per l’armonizzazione del bilancio. Per un totale di circa 70 milioni di risorse in meno.
Non subiranno sforbiciate il sociale e la scuola, mentre la cultura dovrà fare a meno del 10%: mezzo milione in meno a testa per il Biondo e il Massimo, che saranno recuperati con l’imposta di soggiorno in assestamento. “Si stanno creando tutte le condizioni per far saltare il sistema degli enti locali, anche se Palermo fa eccezione – ha detto Abbonato – siamo invece un’isola felice, visto che siamo riusciti a compensare i tagli con risorse nostre. Parliamo di 150 milioni annui, se avessimo dovuto compensare i tagli solo con le tasse avremmo dovuto chiedere ai palermitani una cifra pari a due volte l’Imu, una volta e mezzo la Tari effettivamente incassata, sette volte la Tasi, triplicando la pressione fiscale. In questi anni abbiamo ammortizzato i tagli e da quest’anno, grazie alle nostre attente politiche, siamo anche in condizione di poter ridurre la pressione fiscale, partendo dalla Tari con un -7%. Una strada su cui proseguiremo”.
La manovra, in totale, prevede 2,3 miliardi di entrate e altrettanti di uscite. La spesa corrente ammonta a 781 milioni e quella per investimenti a 343,4; per il personale si spendono 250 milioni, con un’incidenza pari al 32%. Le spese di funzionamento sono passate da 33,3 a 31,2 milioni, con le utenze calate del 10%. Per la scuola sono previsti 32,4 milioni (libri, borse di studio, mense, assistenza disabili e manutenzione), per il sociale 70,5 (8,2 per gli asili e 1 per il contributo alloggiativo) e per la cultura 9 (2,5 a Biondo e Massimo, 3,7 agli spazi espositivi e 1 per spettacoli e Festino), per le partecipate 290. I nuovi mutui varranno 13,2 milioni.
“Abbiamo tagliato le spese inutili e dismesso i fitti – ha aggiunto Abbonato – solo il Pallone, di energia elettrica, costava 100mila euro l’anno”. “Stiamo lavorando alla revisione dei residui e delle spese non effettuate, ottimizzando gli interventi secondo il concetto di appropriatezza – ha spiegato l’assessore alle Attività sociali Agnese Ciulla – puntiamo sui fondi comunitari, in collaborazione con il ministero. Cercheremo anche di capire se ci sarà la social card 2. Chiediamo al governo regionale e a quello nazionale un coordinamento tra i fondi comunitari”.
“Siamo riusciti a mantenere i fondi per i lavori pubblici – ha aggiunto l’assessore alla Scuola Barbara Evola – mantenere aperti i cantieri con i fondi di bilancio era fondamentale. Abbiamo mantenuto i fondi per l’assistenza specialistica, ma anche per gli acquisti di cartoleria e detersivi”.

