CATANIA – Il rosso del sangue, l’elefante simbolo della città e un cuore che rappresenta la generosità di chi dona: sono questi i tre elementi che caratterizzano il nuovo logo dell’associazione Donatori Volontari Sangue San Marco, scelto tra oltre 80 proposte arrivate da tutta Italia in occasione del 25° anniversario, che sarà celebrato il prossimo 15 febbraio.
La presentazione ufficiale si è svolta nella sede storica di via Ofelia. Il logo vincitore è stato realizzato da Sandro Poliafico, classe 1998, originario di Militello.
“Abbiamo ricevuto loghi da tutta Italia – dichiara il presidente dell’associazione, Giuseppe Mario Frezza – e ciò sottolinea quanto il tema della donazione stia a cuore a molti. Questo concorso ha rappresentato anche un’importante occasione di sensibilizzazione. Non è stato facile scegliere il vincitore perché tutti i lavori esprimevano qualcosa e suscitavano emozioni”.
A selezionare il logo è stata una giuria qualificata composta da Giuseppe Mario Frezza, presidente dell’associazione e presidente di giuria, Rosario Battiato, segretario generale dell’associazione, Monica Pintaldi, Social Media Manager dell’associazione, Danilo De Marco, Creative Director dello Studio K95, e Claudio Bonaccorso, fotografo.
Il bando richiedeva quattro caratteristiche fondamentali: riconoscibilità, originalità, territorialità e significatività.
“Tutti elementi che abbiamo riscontrato nel logo vincitore”, aggiunge il presidente Frezza.
“Nel mio logo – spiega Sandro Poliafico – ho fatto una sintesi che fonde tre simboli in un’unica sagoma rossa, come il colore del sangue e dell’amore. Il cuore, nella parte sinistra, rappresenta l’emozione, la generosità e l’atto d’amore del donare; l’elefante, ‘u Liotru’, nella parte destra e nella proboscide, richiama il simbolo iconico di Catania, legando indissolubilmente l’associazione al territorio. La goccia, ottenuta attraverso la tecnica dello spazio negativo, diventa la parte centrale del logo completandone la figura. Il marchio comunica visivamente che Catania ha a cuore la donazione”, conclude l’artista.

