Presenze fantasma all'Università |Assoluzione per madre e figlia

Presenze fantasma all’Università |Assoluzione per madre e figlia

Al processo di appello cadono le accuse di truffa e abuso d'ufficio. Prescritto il reato di falso

PALERMO – Assoluzione nel merito per le ipotesi di truffa e abuso d’ufficio, mentre viene dichiarato prescritto il reato di falso. Si conclude così il processo d’appello su una vicenda che riguardava l’Università di Palermo.

Il fatto non sussiste per Elisabetta Lugaro (condannata in primo grado a 2 anni e sei mesi) e Ilenia Messina (aveva avuto due anni in primo grado). Sono madre e figlia. La prescrizione è scattata per l’altro figlio, Manlio Messina, pure lui condannato a due anni in primo grado.

Nel 2013 Lugaro era responsabile del Centro servizi della facoltà di Economia. È qui che la figlia Ilenia fu assunta alla reception dall’impresa che si era aggiudicata la gara. Secondo l’accusa, che non ha retto in appello, la ragazza avrebbe presentato dei fogli di presenza falsi e la madre ne avrebbe attestato la regolarità, raggirando l’Università che pagò le fatture. 

I legali delle difese, gli avvocati Marco Clementi e Stefano Cultrrera hanno sempre sostenuto “l’insussistenza di reati contestati sulla base di un esposto anonimo che non mai è stato messo a disposizione della difesa. Nel caso del reato prescritto ha fatto breccia la questione sollevata dai legali secondo cui, la prescrizione era già maturata prima della condanna di primo grado.


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