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60 telecamere in più e una stretta sugli orari di chiusura dei locali queste misure di alto impatto hanno avuto subito un immediato effetto quello di eliminare immediatamente tutti i delinquenti che sono caduti a terra dalle risate non riuscendo più ad alzarsi purtroppo a Palermo si vende solo fumo e non si applica la sola ed unica misura utile e cioè il pattugliamento della città da parte dell esercito perché ciò sarebbe la palese dimostrazione della totale inefficienza delle istituzioni locali nel garantire la sicurezza dei cittadini arrivederci alla prossima sparatoria
Oggi più che mai è necessario che prevalga il senso civico a fronte dello sconforto, dell'alienazione. È necessario che ogni Donna, che ogni Uomo, che ogni Giovane senta forte il senso di appartenenza e condivisione civica. Lo Stato c'è in tutte le sue "articolazioni" e ci sono Donne e Uomini dello Stato che operano quotidianamente con diligenza, onore e compassione. Oggi più che mai Non si deve indietreggiare, NON si deve abbandonare all'oblio il ricordo e la speranza. Lo Stato ha bisogno della solidarietà, della coscienza civica viva di ogni cittadino. Aiutiamo lo Stato a superare e vincere sul malaffare, sulle prevaricazioni. Onore ai Cittadini onesti, Onore alle Istituzioni.
E perché non fa decreti concreti contro le cosche.
Ma non è il comune che ha lasciato 1 miliardo e 600 milioni di debito sulle spalle degli italiani. Non ho letto di qualche impiegato che il gg. 27 del mese non sia stato pagato. Quindi pazienza e si ' ringrazia ' che ancora sono tutti li
era l'ora di svegliarsi! da tempo a palermo c'è un'emergenza sicurezza che nessuno, e dico nessuno, ha gestito con capacità ed efficacia. speriamo solo che non sia troppo tardi


Prima o poi si dovrà sapere come sono stati spesi 20 miliardi al mese di debito pubblico in più. Prima o poi si dovrà sapere come mai la mastodontica organizzazione di monitoraggio non ha previsto nulla da Marzo ad oggi, facendo pagare il conto esclusivamente ai cittadini. La Sicilia, come sempre, con numeri inferiori al resto del paese guida la classifica del disagio.
“Non parliamo di dimissioni forzate, ma anticipate in sicurezza”.
Dopo commissari e primari sarebbe interessante ascoltare un malato dimesso già guarito e uno dimesso non ancora guarito, cioè chi ha attraversato il guado e chi ancora non tocca terra. Ma anche chi quel timbro “dimissioni” se lo rigira un bel po’ tra le mani prima di aggiungere… in sicurezza.
Dimissioni? Non solo, sono pure emozioni.