ROMA – Non ci sono segni di trauma e non c’è motivo di sospettare che Prince si sia suicidato: lo ha detto lo sceriffo della contea di Carven nell’area di Minneapolis, Jim Olson, durante la prima conferenza stampa dopo la morte del cantante, ieri mattina. All’incontro con la stampa ha partecipato anche un rappresentante dell’ufficio medico- legale che ha eseguito oggi l’autopsia e che non ha voluto commentare le voci secondo cui a causare la morte dell’artista potrebbe essere stata un’overdose. Resta quindi il mistero sulla morte del folletto della musica. Intanto si torna a parlare del ‘tesoro’ musicale dell’artista, una cassaforte che custodirebbe migliaia di brani musicali e video inediti da durare per 100 anni.
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