PALERMO – Nessuno si aspettava che la vecchietta superasse la crisi. Le avevano pure impartito l’estrema unzione. Ed invece, a 97 anni, Carla Sordi si riprese. Sarebbe morta dopo avere compiuto il secolo di vita. Nel frattempo, però, si era scatenata la guerra per l’eredità. Una storia davvero singolare: Ennio Ciralli e Rosario Speciale sono contemporaneamente imputati e parti civili in due diversi processi.
Carla Sordi è una ricca vedova palermitana. Proprietaria di case, negozi e di un conto corrente con un saldo che supera i 600 mila euro. Il conto, in realtà, è cointestato con il cugino, Ciralli, che vi versa anche il suo denaro. Ciralli si prende cura della vecchietta e da sempre ne amministra i beni. Il rapporto è di piena fiducia tanto che l’anziana ha fatto testamento nominandolo suo unico erede e gli firma pure gli assegni in bianco per le spese correnti.
Quando nel gennaio 2012 la donna si ammala, per evitare che il conto venga bloccato – lo prevede la procedura in caso di morte di uno dei due intestatari – Ciralli trasferisce il denaro con un assegno su un altro conto. Sordi supera la crisi e torna a casa. A questo punto vengono fuori due versioni contrastanti. Secondo quanto da lui riferito, Ciralli avrebbe detto tutto alla zia. “Nessun problema”, sarebbe stata la risposta. Poi, il cugino si assenta per un po’. Al suo rientro da Milano scopre che è stato denunciato da Speciale, lontano parente di Sordi, per circonvenzione di incapace. Si sarebbe messo in tasca con un raggiro i 600 mila euro del conto.
Ciralli si rivolge ad un giudice per la nomina di un amministratore di sostegno che fissa al 30 marzo 2012 la data per la consegna della perizia psichiatrica che si concluderà con la dichiarazione di incapacità di intendere e volere della donna. Solo che il 29 marzo salta fuori un nuovo testamento che annulla i precedenti e nomina Speciale erede universale. Da qui la denuncia di Ciralli.
Risultato: Ciralli è sotto processo per la storia dei 600 mila euro; mentre per la storia del testamento il pubblico ministero Renza Cescon ha chiesto il rinvio a giudizio di Speciale. L’udienza è stata fissata davanti al Gup Patrizia Ferro. I due imputati, difesi dagli avvocati Sergio Monaco e Roberto Avellone, naturalmente sostengono entrambi di avere ragione.

