Province e dipendenti, domani| convegno organizzato dall'Ugl

Province e dipendenti, domani| convegno organizzato dall’Ugl

Province e dipendenti, domani| convegno organizzato dall’Ugl

Il seminario comincerà alle 10.

palazzo comitini
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PALERMO – Riforma delle province e ricadute sul personale: questi i temi che saranno trattati domani nel corso di un convegno a Palazzo Comitini, organizzato dall’Ugl terziario con inizio alle 10. “La riforma delle Province si presenta irriformabile per via di alcune incognite che investono la garanzia occupazionale di tutti i soggetti coinvolti(personale dipendente e personale partecipate)che rimangono ancora tutte da chiarire, a causa della impostazione giuridico/amministrativa che il legislatore siciliano, sin qui, ha voluto imprimere, nell’ambito del perimetro pubblico siciliano introducendo i Liberi consorzi in luogo delle Province. Nella considerazione che il Libero Consorzio, come tutti sanno, rappresenta nell’ordinamento giuridico/amministrativo solamente un “modello organizzativo” e quindi, non un ente(come lo erano viceversa le Province) provvisto dello status di ente territoriale di governo con capacità di autonomia impositiva e di riscossione diretta (e non tramite finanza derivata) dei relativi tributi-imposte locali. Nella ulteriore considerazione che la frammentazione territoriale, introdotta dalla legge regionale 8 del marzo, afferente le tre istituende Città metropolitane(Palermo,Messina e Catania) prevedendo, per esempio per il territorio di Palermo e provincia, che il bacino di competenza risulti, per numero di residenti, rispettivamente di 1.050.000 per la città metropolitana ed 177.000 per il Libero Consorzi(dati Istat 2013), risulterebbe evidente lo squilibrio organico che si verrebbe a creare a danno dei dipendenti del Libero Consorzio, che si troverebbero, con la nuova impostazione geo-politica, a giustificare in dotazione organica numero 1150 dipendenti a tempo indeterminato e 160 lavoratori della società partecipata a fronte di un rapporto popolazione residente impietosamente rivisto al passivo. Considerando che il gap finanziario, di crescita, di prospettiva, a danno del territorio del Libero consorzio e viceversa a beneficio dell’area metropolitana, nella fattispecie “unica” destinataria degli ambiti finanziamenti europei, deve porre l’accento alle ulteriori riflessioni, di quanto sia oggi opportuno correggere tali anomalie, frutto della sbagliata impostazione della Legge regionale siciliana, in rapporto alla ipotesi di assicurare pari diritti di crescita e di servizi alla cittadinanza “tutta” territorialmente residente nella ex provincia. Ragion per cui, proponiamo al Governo regionale siciliano di adeguarsi subito in ossequio alle norme di “ principio e dettaglio” con nuovo ddl alle legge Delrio”.

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