Province, precari e scuole paritarie | Via libera alla mini finanziaria - Live Sicilia

Province, precari e scuole paritarie | Via libera alla mini finanziaria

I lavoratori Cerisdi e Sviluppo Italia verso Sas. No alla norma sul rimborso per i gruppi dell'Ars.

PALERMO – Con 42 voti a favore, 10 contrari e 13 astenuti, Sala d’Ercole ha dato il via libera alla mini finanziaria. Una “manovrina” che vede la luce dopo oltre un mese dall’inizio della discussione, da quel 10 agosto in cui è iniziato l’esame del disegno di legge. L’ultimo scoglio al sì definitivo era la norma sul passaggio a carico dell’Ars delle spese dei gruppi parlamentari, relative ai consumi di energia elettrica, idrici e per i servizi di pulizia dei locali. Norma che la scorsa settimana ha bloccato i lavori d’aula e che oggi Sala d’Ercole ha bocciato con il voto segreto. Il parlamento ha respinto, sempre a scrutinio segreto, la richiesta di stralcio della norma. “Attendiamo l’esito del referendum – ha suggerito in aula il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone -. E consideriamo, inoltre, che siamo alla fine dell’esercizio finanziario e si creerebbe confusione con la predisposizione del rendiconto dei gruppi”. Suggerimento che l’aula non ha accolto.

Una manovra che ha finito per accogliere provvedimenti di varia natura. A iniziare dalle norme relative ai lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, Ciem, Quarit e Cerisdi. Lavoratori che rientrano tra coloro che potranno transitare nella Sas, partecipata per la quale la manovra ha previsto un finanziamento di due milioni e 700mila euro, o nell’Irfis. “Una bella pagina che fa onore ai parlamentari siciliani – ha commentato Riccardo Savona, deputato di Forza Italia e vice presidente della commissione Bilancio -. Abbiamo ‘salvato’ dal baratro sociale 28 famiglie di siciliani onesti e laboriosi. Grazie alla sensibilità dimostrata dall’assessore allEconomia Baccei siamo riusciti a creare le condizioni affinché le professionalità ed il know how di questi dipendenti diventino patrimonio della Regione Siciliana. Dimostrazione, questa – conclude Savona -, che quando il Governo lavora in sintonia con il Parlamento, al di là delle appartenenze, i risultati sono positivi per l’intera collettività”.

L’approvazione della manovrina dà il via libera anche alle norme approvate lo scorso 10 agosto, prima delle “vacanze estive” dell’Ars. Particolarmente atteso lo sblocco dei fondi per le ex Province (nove milioni di euro), enti sull’orlo del baratro finanziario, quelli per i servizi agli studenti disabili e per le scuole paritarie. Sala d’Ercole aveva approvato, inoltre, l’articolo relativo alle Terme di Sciacca e di Acireale, norma che autorizza la Regione ad accendere un mutuo per 18,9 milioni di euro. Stanziati anche 3,7 milioni per l’abbattimento dei canoni irrigui dei Consorzi di bonifica.

Approvate anche norme in favore dei comuni in dissesto, per i quali la somma già stanziata nella legge di bilancio è stata aumentata da 800 mila euro a un milione e 350 mila. Di contro, è stata decurtata di 550 mila euro (passando da 800 a 250 mila euro) l’autorizzazione di spesa per la collocazione in disponibilità  del  personale  dipendente  degli  enti  locali  in  dissesto. Anche i comuni delle isole minori, infine, oltre a quelli con popolazione inferiore a 5mila abitanti, parteciperanno al riparto del Fondo per le Autonomie per il 2015.

Una manovra che, nel corso dell’esame, è stata falcidiata nei contenuti, con il governo andato più volte sotto in aula. A farne le spese il consorzio agrario di Palermo (per il quale era previsto un finanziamento di 200mila euro), il Brass group di Palermo (300mila euro) e il polo universitario Kore di Enna (un milione e 400mila euro). Maggioranza battuta anche sulla norma che prevedeva di far rientrare il Comitato Taormina Arte nell’elenco degli enti che possono usufruire del supporto economico del Fondo di rotazione per gli interventi straordinari. Bocciata anche la norma relativa alla costruzione degli alloggi popolari e l’articolo che prevedeva il via libera al nuovo regolamento per rendere più celere il procedimento di riscossione in caso di mancato pagamento della tassa automobilistica.

Alla “Waterloo” del governo è sopravvissuto il finanziamento di ventimila euro all’Istituto regionale Vini e Oli. Via libera, con un emendamento del M5S, ad alcune modifiche in materia di assegnazione dei punteggi ai Confidi, istituti che svolgono attività di garanzia collettiva per agevolare le imprese nell’accesso al credito bancario. Approvata anche la proroga dei termini in materia di cooperative giovanili. Approvata oggi anche una riscrittura di Forza Italia dell’articolo 29. La norma prevede che ciascun assessore, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, fermo restando il numero di tre componenti, definisce le rappresentanze degli organi degli enti sottoposti a vigilanza, mantenendo, se previsto, due componenti in rappresentanza delle istituzioni o delle associazioni rappresentative di interessi economici e sociali. “Forza Italia esprime soddisfazione per l’approvazione della norma che presso Crias, Ircac e Irsap consente la presenza di due componenti, anziché uno, delle categorie produttive nel consiglio d’amministrazione, composto da un totale di tre elementi. Con questo nostro emendamento si dà concreta risposta alle aspettative di Confcommercio, Upla-Claai, Cna, Confartigianato e Confindustria, in sostanza di tutti coloro che rappresentano il mondo produttivo siciliano, che creano ricchezza e lavoro, e che hanno il diritto di essere rappresentati in enti strategici per l’economia isolana. Al contempo, con questa norma, abbiamo sottratto alla rapacità della politica l’occupazione militare di importanti enti regionali”, così l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

“Ancora una volta abbiamo cercato di dare una risposta certa ai cittadini – è il commento del presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo -, in particolare ai lavoratori delle province, che attendono da mesi gli stipendi, ai consorzi di bonifica e alle scuole paritarie. Istituti, ricordo, che svolgono un ruolo pubblico e spesso hanno funzioni di supplenza in territori altamente in crisi, dove lo Stato non è presente”.


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