PALERMO – Nulla di fatto per la pubblicità. Sala delle Lapidi, dopo giorni di dibattiti, ha rimandato alla prossima settimana il rush finale su regolamento e piano: troppi i punti ancora da chiarire, tra cui l’accorpamento dei lotti e le norme transitorie. Un argomento che vale almeno 5 milioni di euro l’anno e che ha riscaldato gli animi all’interno del consiglio comunale, con divergenze di vedute anche all’interno degli stessi partiti.
Un allungamento inaspettato dei tempi che produrrà, inevitabilmente, uno slittamento dell’affaire movida. Il 30 settembre scadrà l’ordinanza del sindaco e il Tar ha già scritto, in una sentenza, che non è opportuno approvare altre ordinanze, visto che dovrebbe essere il consiglio comunale a varare un testo definitivo. Il rischio, però, è che dal primo ottobre vigano le normative nazionali che impongono sì limiti ai decibel ma non prevedono sanzioni pesanti come quelle dell’ordinanza. Bene che vada, il consiglio si occuperà della materia da ottobre. L’unica via d’uscita sarebbe, per la giunta, fare comunque un’ordinanza, in barba al Tar.
Tornando alla pubblicità, l’Aula ha comunque approvato i primi emendamenti con cui ha decretato lo stop ai messaggi pubblicitari lesivi dei diritti e della dignità delle persone. In particolare – dicono in una nota Antonella Monastra del Pd e Alessandra Veronese del Mov139 – la pubblicità non potrà contenere alcun riferimento a discriminazioni dirette o indirette o incitamenti all’odio basato su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale. Saranno banditi gli stereotipi di genere e gli elementi che nel complesso possano rimandare o indurre al sessismo e alla violenza di genere. Il Regolamento comunale sulla pubblicità e le pubbliche affissioni è stata una occasione imperdibile per tradurre in azioni concrete la volontà politica espressa in varie circostanze dal Sindaco, dalla Giunta e dal Consiglio. E’ giusto difatti che l’Amministrazione si doti di strumenti operativi in tal senso, come l’Osservatorio sulla comunicazione pubblicitaria che sarà istituito per monitorarne i contenuti. Esprimiamo dunque soddisfazione perchè la Città, con l’approvazione di questi emendamenti, mette al centro il rispetto della dignità umana e dell’integrità della persona, almeno per quel che riguarda la comunicazione. Anche i cittadini potranno collaborare, segnalando abusi e pubblicità offensive al numero verde e alla sezione del sito istituzionale del Comune di Palermo che saranno presto attivati. Inoltre, entro 90 giorni dall’approvazione della delibera, gli uffici dovranno stilare, con riferimento al protocollo d’intesa fra Anci e Iap (Istituto di Autodisciplina della Pubblicità), un regolamento sull’osservanza della 59esima edizione del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale”.

