Si intitola “Quando prevenire è peggio che punire”, ed è un libro dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Sottotitolo “Torti e tormenti dell’inquisizione antimafia”. Il volume è a cura di Pietro Cavallotti, Lorenzo Ceva Valla e Miriam Romeo. La prefazione è di Sergio D’Elia, segretario dell’associazione e componente dei Radicali.
Si affronta il tema delle misure di prevenzione. Si analizzano i correttivi che sarebbero necessari alla legge che porta al sequestro di beni attraverso le voci di imprenditori a cui i beni sono stati restituiti dopo anni di processi. Beni di cui restano le macerie, azzerati durante la gestione delle amministrazioni giudiziarie disposte dai Tribunali.
Nel volume vengono raccolte le esperienze di Pietro Cavallotti, Gaetano Virga, Massimo Niceta e Francesco Lena.
Si parla anche dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose o delle interdittive antimafia che colpiscono le aziende.
L’obiettivo del libro è capire se è possibile combattere la mafia “senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali e se è possibile evitare l’infiltrazione mafiosa nella vita democratica senza annullare il voto e la partecipazione dei cittadini”.

