Mai forse un fatto di cronaca incarnò con tanta drammatica efficacia l’allegoria di una terra. Il crollo del pilone del viadotto Himera sconfitto da una frana che si è protratta per anni senza che nessuno si prendesse la briga di adottare le opportune contromisure ha spezzato la Sicilia in due, riportando indietro di decenni le lancette della civiltà e del progresso. E raccontando al mondo la storia di quel pezzo di Sicilia che per anni si è sforzato di tenere in piedi questa terra maligna, quel pezzo di Sicilia che oggi sta cadendo a pezzi, sfiancato come quel pilone. La Sicilia, anzi quel pezzo di Sicilia, che si sbraccia per sopravvivere, per tenere in piedi un’attività imprenditoriale in un contesto che sembra costruito su misura per ammazzare ogni tentativo d’intraprendere, per inserirsi malgrado tutto nel varco strettissimo del merito in una terra dominata dalla logica dell’appartenenza e della clientela, per affermare con i piccoli gesti della quotidianità una cultura di legalità fatta di cose concrete e non della retorica che ammanta l’antimafia di potere. Ecco, quel pezzo quasi invisibile di Sicilia, un po’ come il disgraziato e famigerato pilone, ha retto per anni e anni un peso insostenibile malgrado la frana, la frana di malaffare, di abusi, di indifferenza, di soprusi e scelleratezza che incessantemente la ha tormentata. Ha resistito per come ha potuto, privata dei diritti più elementari, assistendo allo scempio del suo stesso denaro versato a un fisco vorace, contemplando la sistematica violazione delle promesse del salvatore della patria di turno. La frana è andata avanti, incontrastata, sempre più violenta e travolgente. Anzi, i fortunali della crisi la hanno alimentata sempre più, mentre Roma guardava da un’altra parte, abbandonando la Sicilia e il Mezzogiorno al proprio destino e alle mani inette o peggio ancora voraci di classi dirigenti locali inadeguate e irresponsabili. Finché il pilone non ha retto più. E come il calcestruzzo di Himera, anche quel pezzo di Sicilia che si è sforzato di crederci malgrado tutto, sta crollando sotto il peso della rassegnazione.
Il crollo del viadotto allegoria di quel pezzo di Sicilia travolta per anni dalla frana degli abusi e dell'indifferenza. Fino allo sfinimento
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