"Questa ordinanza è il massimo che potevamo fare"

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    Lettera aperta al Presidente Nello Musumeci Vorrei esprimere al mio caro Presidente la mia totale disapprovazione nella decisione di negare ai suoi concittadini il diritto di rientro nelle proprie residenze. Forse sottovaluta la difficoltà di chi in questo momento si trova lontano dalla sua terra, dai suoi affetti, o di chi non ha più lavoro e non sa come fare a vivere o di chi non ha più un tetto dove stare. Come si fa a chiudere le porte ai propri siciliani dopo un lockdown che ha coinvolto tutta l’Italia nel rimanere chiusi a casa a fare la quarantena, oggi che il contagio è sotto controllo, si nega la possibilità che il Governo Nazionale esprime con parere favorevole, ora che certamente non potrebbe accadere quanto è successo al primo esodo dove non c’è stata nessuna vigilanza dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine e quindi il contagio è sfuggito dagli occhi di tutti. Il paradosso è che mentre agli emigranti che arrivano da lontano è consentita l’ospitalità della nostra Regione, ai nostri concittadini invece gli si dice di starsene lontano dalla loro terra natia. Spero che questa situazione faccia riflettere tutti, soprattutto a chi emana e a chi firma certi provvedimenti di restrizioni che ormai non hanno nessun senso, visto che, anche se dal 4 maggio la Sicilia rimane bloccata, prima o dopo necessariamente dovrà aprire le porte, quindi mi domando cosa sarà cambiato? Se questo non succede è pura follia!!!! Tranne che il mio caro Presidente non voglia prendersi cura pure di loro magari elargendo con magnanimità un bonus di sopravvivenza. Grazie

    Il nuovo Decreto congiunto Mit – Ministero della Salute (chiesto a gran voce dal Governatore della Regione Sicilia) proroga al 17 maggio l’efficacia di tutte le altre misure limitative, relative alle Regioni Sicilia e Sardegna, adottate in precedenza per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid19″.

    In termini pratici significa che tutti i cittadini italiani rimasti bloccati fuori sede dal Dpcm del 22 marzo, potranno fare rientro al proprio domicilio/abitazione/residenza, in forza del preavvisato Dpcm del prossimo 4 maggio; tutti tranne i Siciliani ai quali non sarà possibile trovare un aereo o un treno.

    Ora, dato per buono di come al Governatore della Regione Sicilia stia a cuore la salute dei soli Siciliani che si trovano già dentro l’isola (compresi le migliaia che in barba alla legge ed in spregio alla salute pubblica hanno dato vita agli ormai noti esodi di fine febbraio e dei primi di marzo) mi chiedo se non siamo in presenza di un difetto di legittimità.

    Mi sembra infatti che i poteri emergenziali (dai quali trae origine il decreto congiunto citato) con i quali Il Governatore sta comprimendo tanti diritti costituzionali miei e della mia famiglia, oltre a quelli di tanti altri (quello di uguaglianza tra cittadini, quello di poter rientrare a casa, quello di ricevere adeguata assistenza sanitaria, il diritto all’istruzione di mia figlia e chissà quanti altri) richiedano a supporto una comprovata e soprattutto proporzionata situazione di emergenza che però egli stesso sembra smentire quando, in forza dei positivi dati ostentati sull’epidemia, apre in Sicilia alle seconde case, all’asporto da ristoranti, pasticcerie, gelaterie, bar e pub, all’accesso ai cimiteri, all’acquisto di fiori e piante, alla tolettatura degli animali, alle società sportive che possono fare attività amatoriali di corsa, tennis, pesca, ciclismo, vela, golf ed equitazione e promette di far riaprire, dal 17 maggio, anche parrucchieri per uomo e per donna.

    Come dire, tutti tranne chi, per rispetto delle legge e responsabilità verso la salvaguardia della salute collettiva, ha evitato i ripetuti esodi di massa verso il sud, restando però, da oltre due mesi, in sofferente disagio per una così lunga permanenza fuori casa non programmata imposta dalle preclusive ed, ritengo a questo punto, illegittime “desiderata” del Governatore della Regione Sicilia.

    E non mi si dica che è il difficile momento ad imporre sacrifici a tutti, ora che in Sicilia è stato dato quel “liberi tutti” così inviso al Governo.

    Ma già l’assessore alla Sanità Razza, si è messo la coscienza a posto avvisando che con la riapertura i contagi saliranno.

    Per la serie, va bene ai contagi preventivati per il “liberi tutti”, no a quelli, da dimostrare, per il legittimo ritorno a casa propria dei -anch’essi- Siciliani che hanno dimostrato rispetto per la legge, sensibilità per il bene della salute collettiva e grande spirito di sacrificio.

    Ognuno rifletta su quanto sta succedendo in Sicilia, in particolare chi è stato indotto ad assumere sull’argomento posizioni egoisticamente esclusorie da interessate manipolazioni dell’istinto di conservazione dell’uomo.

    Apprezzo tantissimo quanto fatto ad oggi del Presidente Musumeci. Piccola riflessione sulle seconde case. Ma come si può pensare di trasferirsi definitivamente ? Non mi sembra periodo per poter fare tre mesi di ferie continuate…. perché il senso della seconda casa è questo…
    è possibile innestare una rivisitazione più profonda su questo tema ?

    Mi dispiace Presidente non è da Lei, chiudere la porta in faccia a tanti figli di questa terra vietando il rientro nelle proprie residenze, facendoli passare per untori, quando sa benissimo che il rientro può essere controllato anche dal punto di vista sanitario obbligandoli alla quarantena negli Hotel che la Regione attraverso le Asp ha affittato per tre mesi! Poi se Lei ha veramente paura dei contagi perché non chiude la Provincia di Catania che visto i numeri è la zona rossa Siciliana!

    Se l’Assessore alla sanità Razza secondo la sua coscienza ha già fatto la sua previsione sull’ aumento dei contagi, sicuramente non si potrà addossare la colpa a quei siciliani che purtroppo per restrizioni ormai diventati inutili non possono neanche rientrare nella loro terra, ma del nostro Governatore Regionale che si sta premurando con la complicità di qualche bravo deputato alle aperture, anche se solo da asporto, di bar, ristoranti, gelaterie, pub, centri sportivi, tolettatura di animali, visite ai congiunti, seconde case, manutenzioni varie, e in seguito possibili parrucchieri e centri estetici, tutto ciò’ senza neanche comunicare le aperture alla Prefettura, tutto in autonomia di Musumeci . Ma mi chiedo a che servono tutti i decreti di Conte se poi i governatori delle regioni si prendono la libertà di decidere quello che vogliono. A questo punto, conviene fare ritornare al più presto i siciliani, così se malauguratamente aumentano i contagi (spero vivamente di no), porgiamo su un piatto d’argento al Presidente i capi espiatori su cui addossare tutte le responsabilità, così per un po’ di tempo i giornali e le tv avranno di cosa parlare “del secondo esodo dei siciliani ”. È chiaro che il mio dire è pura retorica!!!

    Non ha ancora fatto la cosa fondamentale: obbligare all’uso delle mascherine. Allucinante

    Qual è il senso di rendere più difficoltoso l’ingresso nell’isola a chi ne ha diritto ormai non solo Costituzionalmente? Dopo 70 giorni di arresti domiciliari più o meno giusti è corretto creare assembramenti a Villa San Giovanni nonostante tutta la “letteratura ” in tema di distanziamento sociale? I Governatori di Sicilia e Calabria in considerazione del basso indice RO hanno ormai il dovere di condividere un protocollo che disciplini l’attraversamento dello stretto.

    Signora, nessuno le vieta di restare tappata nella sua residenza a vita. Rifletta profondamente lei sul significato delle parole: invidia e odio. Un nucleo familiare che si trasferisce isolato nella propria residenza estiva chi contagia? Il gatto? Il canarino?

    IL problema e pure al contrario.Nel momento del bisogno tanti ammalati di Covid19 sono stati trasferiti da una Regione ad un altra e curati. Mi chiedo perche’ non si puo’ assistere un familiare che necessita di assistenza fuori della propria regione (necessita’ certificata)

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...vorrei vorrei vorrei /Che bella tiritera… /Ti sembra la maniera... per un deputato di opposizione avere solo desideri? Nessuna indicazione su cose da fare e come farle, mentre Schifani vive tranquillo in attesa che il frutto gli cada dritto dritto sulla scrivania. Lui, il Presidente, conosce i tempi. Ha atteso immobile che l'aumento delle tariffe dei traghetti arrivassero a compimento e “subito” ha convocato la riunione decisiva. Risultato: tutto fatto! Battiam le mani, viva il Presidente! Pensa tu se la riunione l'avesse convocata per tempo, il risultato sarebbe stato uguale, ma senza applausi. E in queste ore mentre all'aeroporto di Catania sono stati persi 700 voli che da qui a domani diventeranno 1000 e chi sa quanti ancora, e c'è chi dice che in auto la tratta Fontana Rossa-Falcone Borsellino è arrivata a costare pure 800 euro, il Presidente dichiara che la Regione interviene per alleviare i disagi. Evviva! Ma il più bello è solo annunciato: l'aeroporto di Catania si può spostare... Beh, che bella idea Presidente! Veramente originale. E noi ci trastulliamo con i due modi di guardare la Sicilia. Balorda nostalgia!

Non si può commentare, mi spiace ma sembrano considerazioni di un presidente che vive in un'altra regione. Piuttosto che chiedere scusa per i gravi disagi arrecati ai viaggiatori, turisti e non, si autoincensa dicendo che stiamo facendo il possibile. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Quella dello scalo Fontanarossa è ormai un problema strutturale, capisco che non si può mettere un tappo al vulcano ?, ma quale piano di emergenza hanno previsto sia la Sac che la regione? Oltre il danno la beffa per i viaggiatori costretti oltre che a soste interminabili senza informazioni, taglieggiati dai tassisti o altri privati che chiedono fino a € 800 per arrivare a Palermo. Ormai il re è nudo e non ci resta che aspettare le prossime elezioni per un altro giro di giostra.

È facile oltre che scontato essere d'accordo nel merito. Il vero problema, che poi è quello che fa la differenza, è rappresentato dalla palude che sta intorno, dal lezzo del malaffare che spazia dalle nomine affaristiche ad proclami farlocchi e dalla incapacità di essere incisivi e rigorosi nel sapere affrontare e risolvere i veri problemi dei siciliani. Come si può accettare ancora oggi una Sicilia per buona parte senza acqua, senza strade e ferrovie, con una sanità commissariata, in preda agli incendi etc...

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