MESSINA – Commercianti del centro cittadino, ma anche imprenditori edili: tutti costretti a pagare il “pizzo” per evitare spiacevoli sorprese. Operazione della Mobile di Messina che ha portato all’arresto di 12 persone del “clan di Camaro”. Fra le vittime anche Carmine Coppola, ex capitano del Messina, che in città ha messo in piedi un centro sportivo a San Licandro. L’operazione della Squadra Mobile di Messina ha permesso di sgominare una “banda” dedita alle estorsioni.
A conclusione di un’attenta e complessa attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 12 persone (più un obbligo di dimora), responsabili di associazione mafiosa finalizzata alla commissione di estorsioni, aggravate dal metodo mafioso, in pregiudizio di esercizi commerciali e cantieri edili di questo capoluogo, spaccio di stupefacenti, danneggiamenti e furti. Si sono rivelate fondamentali le dichiarazioni di due nuovi collaboratori di giustizia che hanno permesso di fare piena luce sulla “banda di Camaro”, che sarebbe stata guidata da Santi Ferrante, benché agli arresti nel carcere di Sulmona. Il procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, ha sottolineato come le vittime, in alcuni casi, si siano rifiutate di collaborare. Spietati “emissari” del pizzo – secondo gli investigatori – componevano il sodalizio criminale che teneva sotto “assedio” i commercianti del centro cittadino. Ma non solo riscossione di denaro, anche pressioni ad imprenditori edili per fare assumere la “manovalanza”. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite questa mattina.

