In questa Palermo di benzina, fiamme e dolore, sta bruciando la speranza degli onesti. Quella che morì – secondo un noto e anonimo cartello – nel giorno in cui furono colpiti a morte il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie, Emanuela Setti Carraro, e l’agente di scorta, Domenico Russo.

Il coraggio di chi resiste e la bandiera
Il coraggio al cospetto degli uomini del racket, con le loro intimidazioni, non manca. Ce l’ha l’imprenditore Tommaso Dragotto. Ce l’hanno valorosi palermitani come lui, dal ‘Brigantino’, alla pizzeria ‘Ulisse’. Ma quella forza non basta, se le persone perbene non hanno la certezza di vivere in pace.
La bandiera tricolore consegnata dall’onorevole Carolina Varchi a Santo Girgenti, titolare di ‘Ulisse’ – con ottime intenzioni, nel gesto di sostegno – assume un valore maggiore se cresce l’offerta di sicurezza. Vale di più se dice che lo Stato c’è, non come teoria: in personale sul campo e mezzi. Non sono sufficienti le telecamere. La repressione, a opera della Procura e delle forze dell’ordine, sempre encomiabili nell’impegno, funziona. Latita, semmai, la prevenzione.

Ma la speranza brucia
Brucia la speranza, a Palermo. Brucia con lacrime impotenti di rabbia negli occhi di quei palermitani onesti. Dietro la fila dei coraggiosi, ci saranno gli altri, mentre aspettano di vedere come va. Alcuni magari saranno già pronti per ‘mettersi a posto’ e stanno cercando gli osceni fabbricanti di bottiglie incendiarie. La sofferenza di chi si comporta bene può essere il preambolo alla resa, foraggia la viltà.
Brucia la speranza, nelle finestre chiuse di chi, a parte qualche eccezione, non ha offerto solidarietà. Forse per paura. Forse perché, alla palermitana, per qualcuno è sempre meglio non immischiarsi. Errore fatale. Se non combatti, verrai travolto.
Annotiamolo con amarezza a margine. Questa storia è stata raccontata poco, a livello mediatico nazionale: altra bruciatura. Come se non fosse importante, quando, invece, è decisiva.
Oggi, a Palermo, sbarca il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Rinnoviamo l’appello: la città ha bisogno di soluzioni immediatamente concrete. La cenere delle speranze in fumo aumenta ogni giorno, sporcando il cuore di tutti, oscurando la serenità. Non sappiamo che farcene delle promesse inevase. Il tempo è scaduto da tempo.
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