Regionali in Sicilia, il Campo 'affollato': i nomi da tenere d'occhio

Regionali in Sicilia, il Campo ‘affollato’: i nomi da tenere d’occhio

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Le ipotesi sulle candidature del centrosinistra

PALERMO – Il ‘Campo’ non è chiaro quanto possa essere ‘largo’, ma in vista delle elezioni regionali rischia di essere, sicuramente ‘affollato’. Oltre a chi ha già annunciato la propria candidatura, ci sono alcuni nomi da tenere d’occhio.

I nomi e le ultime scosse del Campo ‘affollato’

Che Cateno De Luca sia un possibile candidato, è fatto noto, ma dopo l’intervista al segretario del Pd Anthony Barbagallo, del direttore di LiveSicilia Roberto Puglisi, “si sono rotti i telefoni”. De Luca ha chiesto che l’aspirante coalizione definisca “una volta per tutte il soggetto legittimato a sedersi attorno a un tavolo a discutere con Sud chiama Nord”.

Chi è o chi sono gli interlocutori che hanno un mandato esplorativo per verificare se ci sono le condizioni per poter redigere un programma unitario e, di conseguenza, definire poi la metodologia per la scelta di un candidato alla Presidenza della Regione Siciliana?”, ha aggiunto De Luca.

Il messaggio del leader di Sud chiama Nord era diretto a Anthony Barbagallo, che una parte del partito non riconosce come segretario regionale, a partire dall’eletto eccellente delle ultime amministrative, il nuovo sindaco di Enna Mirello Crisafulli.

E in questo meccanismo si innesta l’ultima novità, un “tandem” tra Nuccio Di Paola, segretario regionale del Movimento 5 stelle, e Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente che, ufficialmente, è sceso in campo mesi fa per la corsa alla presidenza. L’ultimo sondaggio che circola sulla stampa li dà, insieme, sopra il 35%.

‘Campo’ con vista sul Pd

Nel Pd, però, qualcosa si muove. Il primo nome è quello di Antonello Cracolici, che ha guidato le principali battaglie all’Ars contro il governo Schifani. Presidente della Commissione Antimafia, accetterebbe la candidatura proposta dalla coalizione.

Altro nome è quello di Giuseppe Provenzano, ex ministro del Sud del governo Conte, deputato del Pd.

Sullo sfondo l’assetto siciliano del partito, martedì è prevista la direzione nazionale al Nazareno, per chiudere il capitolo amministrative. Sulle regionali, fanno sapere ambienti Dem, si pensa di iniziare la discussione a settembre, al momento non c’è un ‘tavolo’ vero e proprio neanche sul ‘caso Sicilia’. Si rincorrono le ipotesi di un triunvirato, di un direttorio, ma nulla di ufficiale.

Tornando alle candidature, oltre a quella nota di Alfio Mannino, segretario siciliano della Cgil, si parla con insistenza di Giuseppe Antoci, europarlamentare del Movimento 5 stelle.

Antoci e l’ipotesi candidato presidente

Ufficialmente Giuseppe Antoci è impegnato nella battaglia ‘normativa’ contro le mafie, sta lavorando sui profili associativi creando una ragnatela con Bruxelles per lo scacco a Cosa nostra.

Ma agli osservatori più attenti non è sfuggito il convegno a Firenze con un vecchio amico: Beppe Lumia, il big del Pd, regista del governo Crocetta e stratega anche di parte del mandato di Raffaele Lombardo.

Lumia, ha negato – contattato da LiveSicilia – il sostegno ad Antoci come candidato presidente, circostanza confermata anche da Anthony Barbagallo. Ma nel Pd, due negazioni possono anche finire per affermare, anche se si tratta di un esponente del Movimento 5 stelle, molto vicino a Giuseppe Conte.

Antoci? Ecco perché

Punto primo: Antoci è stato il più votato alle Europee del campo progressista.

Punto secondo, Antoci è uno dei pochi che vanta un rapporto stretto con Ismaele La Vardera. E potrebbe favorire l’interlocuzione sull’assegnazione di due o massimo tre seggi blindati in parlamento a Controcorrente e un sottosegretario alle politiche. Questo affermano esponenti siciliani del Pd e del M5s che esercitano il mandato fuori dalla Sicilia.

Ecco perché il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno si è detto certo che La Vardera “alla fine non sarà candidato”.

Ma il diretto interessato ha negato ogni interlocuzione sul ritiro e ciò che gli offriranno tra qualche mese, probabilmente lo apprenderà leggendo.

Gli ultimi due nomi ‘in campo’

Fabrizio Micari, l’ex rettore dell’università di Palermo, esponente agguerrito di Italia Viva, non sembra mostrare disinteresse verso la partita delle candidature. Qualche occhio è puntato anche su Emiliano Abramo, che il 30 giugno annuncerà a Palermo la nascita di “Solidali”, il suo nuovo movimento.

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Non ha parlato di politica espressamente, ma quando i partiti entrano in crisi sul piano dei contenuti e del radicamento territoriale, spesso aprono le porte ai civici. Abramo è stato già al fianco di Micari, da lui designato assessore. Poi candidato sindaco di Catania, ma soprattutto, guida la comunità di Sant’Egidio, punto di riferimento degli ultimi.

La grande scommessa per il centrosinistra è provare ad arrivare primi. Il percorso è ancora in salita.


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