PALERMO – “È tutto un sistema che deve tenersi in piedi. A cominciare dalle infrastrutture, e anche per questo il ministro Delrio è qua. Decenni in cui la cattiva politica ha pensato di fare solo interventi settoriali. Quello che ci manca è una visione strategica. È questo passa anche dal rilancio del brand Sicilia nel mondo, e anche a questo servirà il prossimo G7. Se le Canarie fanno cinque volte i turisti della Sicilia non bisogna lamentarsi, bisogna che cambiamo noi. Se vogliamo cambiare, un pezzo alla volta ci riusciremo”. Questo l’incipit del discorso pronunciato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al teatro Politeama di Palermo, dove sta partecipando a un incontro con i rappresentanti dell’imprenditoria agricola. “Da quanto tempo – ha aggiunto – non c’era un impegno fermo del governo sull’agricoltura? La prossima settimana manderemo a Bruxelles il decreto sull’etichettatura del grano. Ma il punto non è questo. Stiamo migliorando le condizioni del settore – ancora -. Ma non basta ancora per una svolta”.
Il premier ha quindi aggiunto: “Sotto l’Etna avremo i grandi leader internazionali del G7 a Taormina. Lo avevamo inizialmente organizzato a Firenze. L’ho spostato in Sicilia perché un leader internazionale ha detto: ‘La Sicilia è la terra della mafia’. Come si può accettare che nel 2016 si possa definire la Sicilia solo come terra della mafia? I fiorentini hanno capito, perché c’è un orgoglio nazionale per il quale ci si arrabbia anche se vengono attaccate le altre regioni”. Poi il presidente del Consiglio si rivolge ad agricoltori e pescatori: “Se l’Europa mettesse la stessa attenzione che mette nei suoi regolamenti nei vostri confronti anche nei confronti di tanti che muoiono in mare, sarebbe un’altra cosa. Io amo l’Europa – ha proseguito -, ma non può ridursi in una tecnocrazia che dimentica le storie degli uomini. Credo ci voglia una visione di insieme per affrontare i temi dell’agricoltura. Voi siete un pezzo di futuro dell’Italia. Che però deve avere l forza di innovare e innovarsi. Ma se continuiamo a dire che va tutto male e che siamo un insieme di difficoltà, come possiamo pensare di fare ripartire l’Italia? È come se un commesso dicesse: non venite a comprare nulla in questo negozio perché la roba non è buona”.
“Noi ci piangiamo sempre addosso. E chi invece dice di credere nell’Italia viene preso per un pazzo e va isolato – ancora Renzi -. Il punto chiave è che l’Italia ha bisogno di una grande scommessa su se stessa. Abbiamo due paesi in uno: al Nord i posti di lavoro sono cresciuti. Ma purtroppo c’è una grande differenza col Sud dove esistono ancora troppi blocchi. Oggi c’è bisogno di uno sforzo comune come Paese e come Sicilia. Serve un grande investimento sull’autostima. E la comunicazione è fondamentale. E allora vi comunico che solo in Sicilia chi creerà posti di lavoro riceverà la decontribuzione totale, come il jobs act. Vi chiedo uno sforzo: se davvero ci crediamo, questa partita la vinciamo insieme”.
Cracolici “padrone di casa”.
A fare gli onori di casa, l’assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici, di fronte a una platea in cui spiccava il colore giallo della Coldiretti, mobilitata per l’occasione e alla quale Cracolici ha lanciato un ringraziamento, insieme alle altre sigle e sindacati del mondo agricolo. “Se non ricordo male – ha detto l’assessore – questa è la prima volta che un premier partecipa a una iniziativa che riguarda un solo comparto, uno specifico settore. La Sicilia – ha proseguito Cracolici – è migliore di come noi la raccontiamo, noi siciliani che siamo a volte i peggiori sponsor di noi stessi. Abbiamo liberato in queste settimane oltre 54 milioni per le strade rurali, oltre ad aver sbloccato altri bandi per il settore e ad essere vicini allo blocco di circa 100 milioni per il Biologico. La Sicilia – ha ricordato – è la regione più biologica d’Europa”. E ancora, nell’intervento di Cracolici ecco la rivendicazione dei passi avanti compiuti in questi mesi all’interno della giunta di Crocetta: “Abbiamo investito circa 190 milioni per i 22 Gal di Sicilia, coinvolgendo 350 Comuni”. Infine, rivolgendosi a Renzi: “Le presento la buona Sicilia, la Sicilia che non ha paura, la terra più bella del mondo”. Dopo l’intervento di Cracolici, sette tra imprenditori ed esperti dell’agroalimentare siciliano hanno raccontato le loro storie di successo.
Renzi a Cinisi
“I viadotti costruiti dall’Anas in Sicilia ma anche sulla Salerno-Reggio Calabria sono inaccettabili”. Cosi il premier Matteo Renzi a Palermo. Col Sì al referendum possiamo tagliare il numero dei parlamentari, un’impresa mistica. Lotto contro quella che un tempo veniva chiamata casta. Voglio meno politici ma più politica”. Cosi il premier Matteo Renzi a Cinisi (Pa). Nel corso dell’incontro il vicepresidente dell’Ars ha proposto di realizzare una Casa della memoria nel paese per ricordare Peppino Impastato.

