"Bene i servizi a Reset| ma tuteliamo le imprese di pulizia"

“Bene i servizi a Reset| ma tuteliamo le imprese di pulizia”

“Bene i servizi a Reset| ma tuteliamo le imprese di pulizia”

"Tutto ciò ha del grottesco, siamo alla guerra fra i poveri, si tenta di occupare dei lavoratori che hanno il diritto di lavorare ma lo si fa licenziandone altri che detengono gli stessi diritti".

vaccaro (ugl)
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PALERMO – “I toni trionfalistici utilizzati per la soluzione della vertenza Reset non hanno tenuto conto di ulteriori risvolti che da qui a breve coinvolgeranno i lavoratori delle imprese di pulizia che ad oggi effettuano servizi presso Amap, Sispi e le altre partecipate del comune di Palermo. L’intento dell’amministrazione comunale è quello di sostituire il personale delle imprese di pulizia, che attualmente svolgono il servizio, con le maestranze Reset, determinando così il licenziamento di decine e decine di persone che da anni lavorano presso queste partecipate come addetti alle pulizie”. Lo dice Antonio Vaccaro dell’Ugl Igiene ambientale.

“Tutto ciò ha del grottesco, siamo alla guerra fra i poveri, si tenta di occupare dei lavoratori che hanno il diritto di lavorare ma lo si fa licenziandone altri che detengono gli stessi diritti – dice Vaccaro – L’amministrazione comunale trovi immediatamente una soluzione a questa problematica non è possibile da un giorno all’altro mandare a casa tanti lavoratori monoreddito che vivono esclusivamente di questo lavoro”.

“La Ugl terziario di Palermo, a seguito di quanto appreso attraverso un comunicato del segretario della Ugl igiene ambientale di Palermo, tiene a precisare che allo stato attuale nessuna operatività in essere prevede che i lavoratori della Reset debbano sostituire i lavoratori che attualmente svolgono attività di pulizie all’interno delle altre partecipate – dice in una nota Salvo Barone – Ci teniamo a precisare come organizzazione sindacale e come dipendenti della Reset che l’auspicio sia quello che tutti i dipendenti delle partecipate e tutti i dipendenti delle aziende che svolgono attività terze all’interno delle stesse partecipate possano avere la giusta dignità di lavoratori. Il sottoscritto fra l’altro è stato il soggetto delegato dalla Confederazione Ugl al tavolo trattante relativo il riordino delle società partecipate è una razionalizzazione sia dei servizi che delle risorse economiche relative a i servizi espletati dalle partecipate stesse ed è noto a tutti che l’amministrazione comunale ha più volte evidenziato la necessità di una seria razionalizzazione che, nei fatti ha visto esclusivamente lesa la dignità dei lavoratori della ex Gesip passati da 30 mesi di cassa integrazione e transitati da qualche mese all’interno della RESET con un contratto part time nel quale oltre la riduzione oraria c’è anche un declassamento è un dimezzamento delle economie a disposizione. La condivisione totale dei partecipanti al tavolo confederale con l’amministrazione prevedeva, a seguito di un passaggio da effettuare con le federazioni di competenza, un riordino che passasse da una fase di razionalizzazione dei servizi anche attraverso prepensionamenti e fuoriuscite volontarie. Solo in questo modo si potrebbero seriamente risparmiare delle risorse economiche tali da mantenere lo status dei lavoratori a quando erano alla Gesip, non lo squallore che sono sottoposti allo stato attuale, e continuare a mantenere anche i lavoratori delle cooperative o delle aziende alle quali sono assegnate attualmente servizi terzi. Poi delle due l’una… non si possono sacrificare ancora gli ex Gesip e non attivare prepensionamenti nelle altre partecipate, mantenere servizi all’esterno e tutto il resto. Sarebbe logico riattivare un serio confronto con l’amministrazione senza fare la guerra tra poveri e tutti uniti affrontare responsabilmente questo brutto periodo. Ci preme però sottolineare che poca “solidarietà” hanno ricevuto i lavoratori ex Gesip sia dai cugini delle altre partecipate che dai loro rappresentanti dei lavoratori e che comunque siamo certi che la posizione del segretario della Ugl igiene ambientale non sia quella di andare contro quelli della Reset, ma di vedere di trovare una soluzione anche per gli altri”.

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