Restauro del Villino Favaloro | Nascerà il Museo della fotografia

Restauro del Villino Favaloro | Nascerà il Museo della fotografia

Consegnati i lavori alle ditte che si sono aggiudicate la gara. Dal Mibac più di un milione e mezzo

Diciotto mesi di tempo e anche Palermo avrà il suo Museo della Fotografia. Sarà realizzato all’interno del Villino Favaloro di piazza Virgilio, nella zona di via Dante, e potrebbe essere intitolato a Enzo Sellerio, editore e fotografo, uno dei primi palermitani a sognare per la città un luogo così. Un’idea che aveva conquistato l’assessore Sebastiano Tusa, ma che la sua prematura scomparsa in un incidente aereo in Africa ha fatto sì che restasse ancora un po’ incerta.

Questa mattina, intanto, la consegna ufficiale dei lavori alle ditte che si sono aggiudicate la gara per il restauro e la musealizzazione dell’immobile, la Cooperativa Archeologia e Celi Energia. Il progetto è del Centro regionale per l’inventario, la Catalogazione e la Documentazione (Cricd) e i fondi arriveranno direttamente dal Mibac attraverso il Pon Cultura: 1.710.929 euro (1.300.306 in quota Fesr e 410.622 in quota FdR). “Si tratta di un progetto a cui l’amministrazione regionale dei Beni culturali lavora da molti anni – racconta il dirigente del Cricd, Caterina Greco – e che finalmente si avvicina alla sua realizzazione”.

Il villino, costruito per la famiglia Favaloro tra il 1889 e il 1891 dall’architetto Giovan Battista Filippo Basile e considerato il primo esempio di Modernismo a Palermo, ospiterà una volta conclusi i lavori una collezione permanente. Nelle sue sale, decorate nella massima espressione del Liberty europeo, saranno esposti molti pezzi di proprietà del Centro regionale del catalogo, che dispone di una fototeca molto ricca, con opere di fotografi come Seffer, Incorpora, Alinari, oltre a un’ampia selezione di apparecchiature d’epoca. In più, ci saranno degli spazi in cui allestire mostre temporanee. “Lo abbiamo immaginato come un luogo in cui si racconti la nostra storia ma che allo stesso tempo parli di contemporaneità e dia spazio alla ricerca di fotografi più o meno giovani che operano ai giorni nostri”, dice Greco.

I lavori, di restauro più che di ristrutturazione, visto che il Villino è in buone condizioni riguarderanno soprattutto gli intonaci, gli stucchi, i dipinti; oltre alla realizzazione di impianti a norma e di strutture per consentire la piena accessibilità anche ai portatori di handicap. Non è esclusa la possibilità di creare delle occasioni di visita anche “a cantieri aperti”.

“Sarà un museo piccolo – conclude Greco – ma molto particolare e potrebbe inaugurare la creazione di un percorso Liberty a Palermo, che metta insieme tutte le ville in stile che si trovano nella zona di via Dante e dintorni e non solo e che porti il turista anche un po’ oltre la zona del centro storico”.

 

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