“Il consiglio comunale non può mettere da parte i bisogni dei cittadini per concentrare l’intero dibattito politico della città su una trasmissione televisiva”. E’ quanto afferma il capogruppo dell’Udc a Sala delle Lapidi, Doriana Ribaudo.
“Abbiamo letto le dichiarazioni del sindaco Cammarata, dell’avvio di un procedimento interno alla Gesip e di un’indagine della magistratura. Non
possiamo fare altro che attendere – aggiunge la Ribaudo -, consapevoli che se i
fatti fossero veri sarebbero gravi. Ma noi abbiamo il dovere di credere nella
buona fede del sindaco e di esprimergli il nostro sostegno”.
“E’ inimmaginabile che, dopo gli allagamenti dello scorso lunedì, il dibattito d’aula sia incentrato su una trasmissione di satira. La classe politica ha il dovere di farsi portavoce dei bisogni dei cittadini e non appiattirsi, come hanno fatto diversi colleghi consiglieri, ai bisogni dei loro referenti. Il gruppo consiliare dell’Udc non ha intenzione di partecipare a questo teatrino che va avanti ormai da tempo. Più volte abbiamo richiesto che l’aula si occupasse dei veriproblemi della città. Al contrario abbiamo assistito a contrasti interni ai partiti, a prove di maggioranza d’aula trasversali, tutte iniziative che non hanno riguardato affatto i temi cari a Palermo. L’Udc ha già inviato una lettera in cui chiede chiarimenti e le iniziative che il Presidente di Amiaessemme e l’Assessore ai Lavori Pubblici vorranno intraprendere in seguito agli allagamenti dei giorni scorsi. Pertanto – conclude il capogruppo dell’Udc -, facciamo un appello al senso di responsabilità e all’orgoglio personale di tutti consiglieri affinchè la nostra futura azione politica sia incentrata sugli interessi della città e dei cittadini, e che l’aula torni ad essere luogo di rappresentanza dei cittadini e
non un’aula di tribunale, perchè ciò che interessa ai palermitani non è la
barca di Cammarata, ma la risoluzione dei gravi problemi della città quali la
disoccupazione, la qualità dei servizi, la loro sicurezza, le infrastrutture,
l’emergenza casa…”.
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