PALERMO – Ha sorriso fino alla fine Rita Borsellino. Trovando fino all’ultimo momento la forza gentile e dolce della sua ironia. Tanto raccontano i più vicini alla famiglia, mentre sfila una processione di politici, esponenti dell’antimafia e gente comune, tutti a rendere omaggio alla sorella di Paolo, morta ieri dopo una lunga malattia.
La camera ardente è in via Bernini 52, nel Centro studi Paolo Borsellino, che si trova in un bene confiscato. In una villa a pochi passi da quella in cui si nascondeva Totò Riina quando fu arrestato. In quel covo, al numero 54 dove oggi c’è una caserma, che ha inghiottito misteri, i misteri di quella stagione rimasta per anni senza verità.
La salma di Rita Borsellino è arrivata intorno alle dieci e un quarto del mattino. Alle 11 l’apertura della camera ardente. Insieme alla vettura che portava il feretro è arrivato anche Salvatore Borsellino, fratello di Rita e Paolo.
Ci sono i giovani. Quei giovani a cui Rita Borsellino, come ha ricordato ieri il Capo dello Stato Sergio Mattarella, ha dedicato grande parte del suo impegno di testimone di un’antimafia sincera. Ciro e Gabriele sono studenti universitari, sono nati dopo le stragi. Stamattina, sotto il sole ferragostano, i due studenti palermitani hanno voluto essere qui. “Abbiamo cercato su Google il luogo perché ci tenevamo a esserci”, raccontano. C’è anche un gruppo di scout dell’Agesci di Partinico. Hanno tra i 16 e i 21 anni. “L’abbiamo vista molte volte alle commemorazioni di via D’Amelio, era una grande figura”, dice uno di loro, Giuseppe Lo Grasso.
Ci sono anche i politici, i “reduci” di quella stagione terribile. “È stata una forte testimone del nostro tempo. Una combattente ma anche una militante che si è battuta avendo a cuore le tematiche sociali”, dice Franco Piro. L’ex deputato regionale arriva in via Bernini tra i primi. E ci sono anche Aurelio Scavone e Giovanni Ferro. Sono tre volti della Rete, che fanno tornare la memoria a quei difficili primi anni ’90.
Quando la camera ardente apre arriva Leoluca Orlando. “Ho fatto in tempo ad andare a trovarla al Civico. Abbiamo parlato a lungo, era serena”, racconta Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, dopo aver reso omaggio alla salma di Rita Borsellino. “Era una di noi. Dolce e forte”, aggiunge il sindaco, che si trattiene a parlare prima col magistrato Guido Lo Forte e poi con il prefetto di Palermo, Antonella De Miro.
La salma è composta in una sala del Centro studi, “vegliata” da un busto raffigurante Paolo Borsellino. Ci sono i fiori. C’è il gonfalone del Comune di Palermo. Tanti cittadini lasciano la loro firma sul libro che si trova nel patio. Un uomo ha un mazzo di fiori in mano. Si chiama Giovanni Zarcone. “Il giorno di via D’Amelio – racconta – lasciai un telegramma sul cancello squarciato. L’indomani non c’era più. Mi dissero che lo aveva lei. Andai a trovarla in farmacia, non la conoscevo, mi abbracciò forte e mi ringraziò”.
Arriva anche l’ex presidente del Senato Piero Grasso: “Noi non ci fermeremo a cercare la verità – dice -. Era una donna eccezionale, con una forza straordinaria ma capace di infondere serenità a tutti. Le diremo di abbracciare Paolo, Agnese, Giovanni e Francesca e di dire loro che noi non ci arrendiamo”. Grasso va via ed ecco arrivare Maria Falcone, accompagnata dal figlio. Porta dei fiori a Rita, preferisce non dire niente, ha già detto tutto in una nota ieri. E poi c’è Vincenzo Agostino, con la sua lunga barba bianca. Sono le tante ferite mai chiuse di una città.
La Camera ardente resterà aperta fino alle 20 e domani dalle 7 alle 9, mentre il funerale si terrà sempre domani alle 11.30 nella chiesa Madonna della Provvidenza-Don Orione di via Ammiraglio Rizzo. I figli di Rita Borsellino, Claudio, Cecilia e Marta, rendono noto che per chi volesse lasciare un segno della propria vicinanza è possibile sostenere i progetti del Centro studi Paolo Borsellino, associazione che Rita ha fondato e della quale è stata presidente sino alla fine, affinché il suo impegno possa continuare ad essere operante. È possibile devolvere il contributo presso la Camera ardente o tramite bonifico bancario: Iban IT57O0501804600000000152801 (causale: In memoria di Rita Borsellino).

