“L’indagine e la procura europea sull’Istituto Zooprofilattico della Sicilia apre uno squarcio su una realtà che era stata al centro di una relazione della Commissione regionale Antimafia e di una mia interrogazione parlamentare già nel 2024″. A dirlo è Roberta Schillaci, segretaria della Commissione regionale Antimafia e vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.
“Da tempo – continua – avevo segnalato le opacità di un sistema di gestione dell’Istituto Zooprofilattico che aveva permesso al commissario straordinario di autoprorogarsi e rimanere in carica per oltre nove anni, percependo tra l’altro un’indennità di direttore generale nonostante fosse in quiescenza”.
Roberta Schillaci sull’Istituto Zooprofilattico
“Inoltre, con l’Antimafia regionale avevamo approfondito anche le questioni relative ad una gestione illegittima per svariati milioni di euro e sull’utilizzo di fondi europei per l’istituzione di due enti, Remesa e Fondazione per la biodiversità – aggiunge Schillaci – Ora è auspicabile che l’indagine della magistratura possa definire i contorni di una vicenda su cui per troppo tempo la Regione siciliana e, in particolare, i governi regionali che si sono succeduti hanno omesso i controlli e le verifiche, consentendo di fatto gravi anomalie”.

