Professore Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, questo che arriva sarà il suo ultimo Festino con la fascia tricolore?
“Della sindacatura in corso, sì. Si vedrà se ci saranno altre occasioni”.
Roberto Lagalla, professore e sindaco, intanto, si sta preparando, con l’aplomb consueto, alla sfida ginnico-politica. Ovvero, il balzo sul carro della Santuzza, un attimo prima di espettorare, con tutti i sentimenti, il triplice “Viva Palermo e Santa Rosalia!”. Il termometro dello stato di salute di una giunta registra applausi e fischi. Ecco perché – come si dice – il momento è catartico.

L’intervista al sindaco
Sindaco, la reazione popolare quanto conta per lei?
“Conta, come per altre cose importanti. Si tratta di un momento che genera svariati stati d’animo: dall’apprezzamento al dissenso. Non giudico e, alla mia età, sono ormai abituato alle claque eterodirette…”.
Cosa vorrebbe dire alla città, nella sua festa più solenne?
“Le parole e i concetti che ripeto sempre. Esiste una identità che si costruisce giorno per giorno e che si migliora con l’esercizio dei diritti e il rispetto dei doveri. Ecco la norma fondamentale per il cambiamento. Vorrei ricordare da dove siamo partiti”.
Prego.
“Nel 2022, Palermo era una città priva di bilancio, con i rifiuti che arrivavano al secondo piano dei palazzi, con le partecipate in disavanzo, con le strade non manutenzionate, con gli impianti sportivi chiusi. Credo che sia oggettivo il lavoro compiuto, checché ne dicano avversari o amici distratti. Non abbiamo costruito narrazioni basate sulla fantasia. Abbiamo scelto di operare in silenzio, con discrezione e concretezza”.
Ma i problemi da risolvere sono tanti.
“Mi pare ovvio, non si sistema tutto con un solo mandato, se vieni dallo sfacelo. Intanto, i palermitani cominciano a vedere i progressivi segni del cambiamento. Questa amministrazione ha ridato credibilità a Palermo, anche a livello internazionale, come dimostrano i flussi turistici e la trasformazione digitale, coniugando tradizione e innovazione”.
Il racket e la reazione
Il racket minaccia gli onesti: e sembra un incredibile ritorno al passato, non trova?
“Alle persone oneste, agli imprenditori coraggiosi, abbiamo offerto un aiuto e un messaggio di speranza, evitando esibizionismi che, per troppo tempo, hanno connotato i comportamenti di troppi, anche degli amministratori”.
Qual è il messaggio?
“Di nutrire fiducia nell’operato di magistratura e forze dell’ordine che hanno già dimostrato di saper vincere la sfida contro la mafia. E lo hanno fatto, con grande determinazione, anche con l’ultima operazione, e di questo non posso che rivolgere loro il ringraziamento mio e di tutta la città. Il mio pensiero è andato subito a tutti quegli imprenditori, alcuni dei quali ho incontrato personalmente, che hanno vissuto settimane di angoscia e inquietudine. A loro dico che la mia amministrazione è vicina agli onesti e dimostra il suo impegno ogni giorno, nella rigenerazione urbana, sociale e culturale. Stiamo puntando sul risanamento delle periferie, abbiamo investito circa trecento milioni di euro. Parliamo di risorse che non hanno riscontro nella storia recente di Palermo”.
Come si esce dall’emergenza criminalità?
“Oltre alla repressione delle istituzioni preposte, con la prevenzione. Siamo chiamati a rafforzare e completare un percorso e noi facciamo la nostra parte, investendo nel sociale, nella scuola, nell’edilizia scolastica, nei servizi, nel volontariato. Con molto piacere comunico che i posti comunali a disposizione della scuola dell’infanzia non erano neanche al sette per cento quando ci siamo insediati. Oggi questa disponibilità è arrivata a più del ventotto per cento. Il Comune garantisce la retta degli asili privati alle famiglie in difficoltà, una misura contestata dal pregiudizio surreale di chi considera il privato alla stregua del male assoluto”.
Dopo il Festino ci sarà il ricordo dolorosissimo di via D’Amelio. Una certa antimafia ha polemizzato con lei, nella scorsa campagna elettorale, per via dell’appoggio di Cuffaro e Dell’Utri. Cosa rimane della polemica?
“Ho molto sofferto umanamente per le strumentalizzazioni. La mia vita è improntata al massimo rispetto per le istituzioni, ai comportamenti trasparenti, nonostante gli attacchi ingiusti anche di certi ex magistrati che appartengono al club esclusivo di una certa antimafia autoreferenziale. Gli atti di questa amministrazione dimostrano l’impegno per una vera antimafia dei fatti, basti ricordare la battaglia contro il racket delle case popolari e le demolizioni di immobili abusivi e delle tombe costruite dai mafiosi nei cimiteri pubblici. Sfido a trovare un comportamento meno che limpido”.

Quella ‘voglia di bis’
Sa cosa dice qualcuno di lei?
“Se ne dicono tante, direttore…”.
Che lei lavora, ma che, stando continuamente in ufficio, non ha il polso della situazione. Cosa risponde?
“Che non è assolutamente vero. Mi piace andare nei luoghi, incontrare la gente, baciare i bambini che con me sono molto affettuosi. Rispondo a chi mi scrive, ho una miriade di relazioni bellissime. Non abito i social per mostrarmi. Stare in ufficio è necessario, quanto stare in strada. Incontro e ascolto. Gli ultimi risultati sul mio gradimento lo dimostrano. Amo Palermo di un amore profondo. Ritengo di dovermi ricandidare per completare il lavoro, per regalare a Palermo una normalità mai ottenuta. I palermitani questo lo sanno”.
Nel suo bilancio quale risultato la rende più orgoglioso e quale meno?
“Sono contento di avere restituito al Comune la possibilità di vivere, quando era offeso da una condizione finanziaria, gestionale e amministrativa drammatica, con il bilancio bloccato da tre anni. Mi lasci dire che questa amministrazione ha salvato Palermo dal dissesto. Abbiamo dato dignità ai morti, dopo lo scandalo delle bare dei Rotoli. Abbiamo dato decoro al benessere animale. E tanto altro. L’autocritica? Non saprei. Ci sono infrastrutture importantissime che vedranno la luce solo nella prossima sindacatura. Personalmente, in qualche momento, sono stato costretto a essere accomodante per il bene della città. Forse troppo. Però è stato necessario per superare dei momenti complicati”.
Lei, sindaco, aspira al bis. Lo ritiene scontato, possibile, o difficile?
“Sul piano logico mi sembrerebbe la prima opzione da prendere oggettivamente in considerazione. Sul piano personale me lo auguro, con sincero spirito di servizio. Sul piano politico… comprendo i possibili ragionamenti. Io sono qui e credo che esserci al prossimo Festino, da sindaco in carica, mi consentirebbe di continuare un bel lavoro con i cittadini e con la nostra amatissima Palermo. Viva Palermo e Santa Rosalia!”.
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