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“Salviamo Radio radicale” | La lettera a Mattarella

Il comitato Esistono i diritti ha consegnato la nota in Prefettura. Mangano: "Già sì a due mozioni"

L'INIZIATIVA
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Il comitato Esistono i Diritti ha consegnato stamattina in Prefettura la lettera indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella quale spiega le ragioni per la difesa di Radio Radicale e della sua importante funzione di servizio pubblico e di informazione libera, laica e democratica.

Alberto Mangano, coordinatore insieme a Barbara Evola della campagna in difesa di Radio Radicale, ha dichiarato: “Con questa lettera non chiediamo al Presidente Mattarella di prendere una posizione ma abbiamo voluto portare alla sua conoscenza, apprezzando il suo attaccamento ai valori di libertà e democrazia sanciti dalla nostra Costituzione, l’azione svolta nella nostra città e il risultato importante che ha sortito coinvolgendo le due massime espressioni democratiche e rappresentative della regione: L’Assemblea Regionale e il Consiglio Comunale di Palermo che hanno approvato due mozioni a difesa di Radio Radicale.”

Il presidente del comitato “Esistono i diritti” Gaetano D’Amico, che ha intrapreso l’iniziativa non violenta dello sciopero della fame, arrivato al quindicesimo giorno, ha ricordato l’appello in difesa di Radio Radicale con oltre 250 adesioni di personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, della avvocatura e del giornalismo e si è detto sicuro che il Presidente Mattarella apprezza la funzione di servizio pubblico e di informazione laica, democratica e libera che Radio Radicale ha svolto fin dalla sua apertura.”

Durante la consegna della lettera si è svolto un sit in con l’esibizione di cartelli che ha visto la partecipazione di cittadine e cittadini per la causa di radio radicale. Erano presenti tra gli altri diversi consiglieri comunali.

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Commenti

    Ok, radio radicale non deve chiudere. Ma perché, allora, tutti i firmatari delle varie petizioni non si impegnano a versare a radio radicale un importo mensile, magari con addebito permanente in conto, una minima somma di sostego, Così la radio rimane attiva e non deve dire grazie a nessun governo nazionale.

    Andate a lavorare, se un lavoro ce l’avete!

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