CATANIA. Nonostante i crolli e i divieti delle ultime settimane, tornano i tour culturali per le strade di San Berillo Vecchio. “Ci siamo resi conto – spiega Gaetano Russo, presidente dell’associazione Panvision Ricreare San Berillo, che sospendere le nostre visite per le vie del quartiere contribuisce a rafforzare l’incuria e l’oblio del quartiere quando invece, con alcuni proprietari stiamo lavorando a un progetto chiaro che intende trasformare il quartiere. Manca solo la volontà politica”.
Si partirà dalla bottega artigiana “Sa di Sapone”, di via Coppola 58, che Sabrina Delfino, gentilmente mette a disposizione per ospitare i visitatori e gli interessati al progetto. Da li si entra nel quartiere da vicolo Moschetti, una delle strade più strette di Catania. A piazzetta delle Belle, recentemente abbelita dai murales di Marco Guè, iniziarà il racconto.
Dal terremoto del 1693 allo sventramento del 1959, passando per i vari piani urbanistici. Racconteremo la leggenda della “maledizione” della duchessa di Misterbianco, le incompiute dei politici e dei grandi urbanisti di Catania. E ancora le storie sulla speculazione immobiliare. In Via Martinez racconteremo le storie delle ‘Cone. Poi in via delle Finanze, sveleremo la storia dell’Albero della Vita di Catania. E ancora faremo una visita al museo ReBA che ha da poco ripulito la via Carro e sistemato gli arredi urbani creati dai suoi volontari.
Ricorderemo le storie di Vitaliano Brancati e la personalità eccentrica di Goliarda Sapienza. Passeremo anche da Via Pistone, dove ancora purtroppo si esercita la prostituzione ma saremo obbilgati a spostarci in via Di Prima perché i crolli di questi mesi hanno bloccato il transito anche pedonale.
Si andrà alla scoperta di un quartiere congelato a 100 anni or sono. Un mondo antico dove i mestieri come il caffettaro, u’salararu non esistono più e anche il mestiere più antico del mondo è in via estinzione da queste vie.
Durante la passeggiata sarà possibile affrontare con Maurizio Wonder i temi relativi a prostituzione, discriminazione tra omosessuali, solidarietà, solitudine, igiene, femminilità, famiglia, figli e prospettive future per se e per il quartiere.
La visita guidata si concluderà con l’accensione di una candela sotto l’albero di Ulivo, donato dalla nostra associazione al Comune per piazzetta Goliarda Sapienza. Una candela che è simbolo di amore e di pace universale aldilà di ogni distinzione di sesso di razza di cultura e di religione.
“Dopo una pausa obbligata, dovuta anche alle ordinanze di chiusura al traffico a causa dei crolli dei mesi scorsi – conclude Gaetano Russo – torniamo con la chiara intenzione di parlare della nostra idea su San Berillo. Abbiamo presentato un progetto per realizzare un Parco Urbano Artistico Museale e stiamo contattando tutti i proprietari affinchè possano avere le giuste informazioni circa gli strumenti finanziari esistenti per ristrutturare casa e convertire le proprie abitazioni in attività turistico ricettive. Serve il supporto dell’amministrazione comunale e della regione. Ma è assurdo come nel 2016 esista ancora al centro di una grande città come Catania un buco nero come San Berillo”.

