San Marco, disputa su una cava |Ma per la Regione è tutto in regola

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L'autorizzazione è stata prima respinta e poi accolta. L'assessorato: "I pareri erano favorevoli, non c'era motivo per bloccare l'attività".

Ricorso al Tar
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PALERMO – Prima il parere negativo. Poi, appena un mese dopo, quello positivo. Emesso dallo stesso ufficio. Il caso di una cava a San Marco d’Alunzio finisce davanti al Tar: a presentare ricorso, infatti, è stata un’azienda confinante con la struttura autorizzata dalla Regione, la Nebrodi Inerti. A luglio, infatti, l’assessorato al Territorio aveva proposto al direttore generale Gaetano Gullo di bocciare l’autorizzazione per l’impatto ambientale, ma appena un mese dopo, a ridosso di Ferragosto, il parere interno è stato respinto e il nuovo via libera, stavolta firmato dal dirigente ed ex-assessore Mario Parlavecchio, è stato firmato da Gullo.
Per la Regione, però, tutto è in regola. “I pareri richiesti – spiega Gullo – erano tutti pienamente favorevoli ad eccezione di uno, favorevole con alcune eccezioni. Non c’era motivo di respingere il via libera e far rischiare il posto a qualche decina di lavoratori”. Sul doppio passaggio in assessorato, poi, Gullo è netto: “Il primo parere – afferma il dirigente – è stato emesso da un funzionario che non ne aveva titolo. Non poteva essere approvato”. Nel frattempo, fra l’altro, la cava è stata esclusa dalle aree protette per decisione dell’Unione europea. Se la Regione abbia torto o meno spetterà al Tar deciderlo.

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