CATANIA – Schiamazzi e danneggiamenti sotto casa, in una città che sembra sempre più allo sbando. Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Padre Resca, vice parroco della chiesa SS Pietro e Paolo, che denuncia una situazione diventata quasi insostenibile.
“Sono il sacerdote Salvatore Resca, vice parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, in via Siena, 1. Ieri sera, proprio di fronte alla chiesa, in via Siena, n° 18, in un appartamento sito al primo piano del palazzo, un gruppo di giovani festeggiava qualcosa. I loro schiamazzi e la musica a tutto volume hanno disturbato la quiete pubblica fino ad oltre le ore due della notte.
Mi sono affacciato in strada attorno alle due e trenta ed ho visto alcuni di costoro armeggiare attorno al Fiorino, di cui sono proprietario. Non appena mi hanno visto un gruppetto di tre o quattro persone è fuggito all’interno dell’appartamento di cui sopra, mentre io, osservando il mezzo, constatavo vistosi danneggiamenti, ed, in particolare, la rottura dei due specchietti retrovisori, con i quali, i suddetti giovani, giocavano, prendendoli a calci, in mezzo alla strada.
Essendo aperte le finestre dell’appartamento li ho fortemente redarguiti, invitandoli a venire giù e risarcire i danni. A questo punto nell’appartamento, già prima teatro di urla e musica a tutto volume, si sono spente le luci e, per cinque minuti, è piombato il silenzio. Ho ancora insistito dicendo che li avrei denunciati, sia per il disturbo causato a tutti i residenti che per il danneggiamento alla macchina.
E’ sceso, allora, uno dei giovani, il quale, affermava di abitare nell’appartamento in questione, e, minacciosamente, senza rivelare, pur richiesto, le sue generalità, mi diceva di sentirsi offeso dalle mie rimostranze, asserendo di non essere assolutamente responsabile del danno da me denunciato. Aggiungeva di essere (o di essere stato) uno scout, (particolare di cui dubito fortemente), di abitare da tempo di fronte alla chiesa, declinando ogni responsabilità, sia sua personale che degli altri amici, che stavano nascosti e silenziosi (se ne potevano osservare i movimenti dalla strada e le luci dei cellulari) dietro le tapparelle dell’appartamento…
Una difesa d’ufficio risibile: fino a poco prima che i suddetti giovani scendessero in strada l’automezzo era perfettamente integro ed essi, a quell’ora tarda, erano i soli presenti nei paraggi, ordinariamente molto tranquilli e deserti. Porterò questa denunzia ai carabinieri. Probabilmente non se ne farà nulla! Mi hanno detto che sarebbe stato meglio chiamare subito il 113. Comprendo che, fra tutti guai che investono la nostra città, questo è un episodio del tutto trascurabile. Ma non sarebbe educativa una lezioncina di buone maniere a questi giovani di buona famiglia?

