PALERMO – Avanti con il rimpasto, ma senza scossoni. Si racchiude così l’essenza delle risposte date dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ai giornalisti presenti in conferenza stampa a Palazzo d’Orleans.
Schifani e la ricetta per il rimpasto di governo
Al centro dell’incontro ci sono gli interventi per l’aeroporto di Trapani ma l’attesa è tutta per l’eventuale ‘decollo’ del rimpasto di governo. “Ci sarà, questo è certo – assicura Schifani – ma il tema è articolato. Cercherò di fare cambi singoli, a me interessa una organicità dell’azione di governo e per questo cercherò di intervenire con una logica generale di progetto”.
Il nodo dei tecnici in Giunta
Schifani non esclude modifiche nella compagine tecnica della Giunta, composta al momento dagli assessori Dagnino (Economia) e Faraoni (Salute), e annuncia che le novità potrebbero riguardare anche Forza Italia, dove da tempo il gruppo parlamentare è in pressing per ottenere una casella nel governo”. “Certo, gli assessori tecnici stanno lavorando e non credo sia elegante che proprio ora si senta parlare della loro sostituzione – ancora Schifani -. La politica però a volte obbedisce ad esigenze interne ed equilibri”. Da Schifani, quindi, “nessuna preclusione” ad una maggiore presenza della politica.
FdI e la sanità
Il pensiero corre soprattutto alla richiesta di Fratelli d’Italia di guidare l’assessorato alla Salute, come svelato da LiveSicilia. “Mi incontrerò poi con Luca Sbardella, con il quale abbiamo instaurato un ottimo rapporto. Ascolterò le loro esigenze. È giusto che ci sia un’armonia complessiva della maggioranza per arrivare a una nuova giunta, con cambiamenti dovuti a motivazioni di vario genere”. Di una cosa Schifani si dice certo: “Tutto sarà fatto con il massimo equilibrio e la massima concertazione con gli alleati, non sono un imperatore. I tempi? Non vivo in Svizzera – ironizza il presidente della Regione – ma politicamente è mio interesse chiudere con il rimpasto il prima possibile per dare maggiore spinta alla Giunta”.
L’incontro con i deputati Dc
Capitolo a parte per la Dc, che Schifani incontrerà a breve. “Ci sono due posti vacanti dovuti all’estromissione del partito da me decisa. Non vedo l’ora di potere coprire questi posti con assessori titolari”. Il governatore resta criptico sui rapporti con lo scudocrociato: “Ascolterò doverosamente i deputati ma cercherò di capire con chi avrò le interlocuzioni politiche. Si tratta un partito che è stato decapitato nei suoi vertici per via delle vicende giudiziarie che hanno colpito Totò Cuffaro e adesso c’è un segretario facente funzioni, Samorì, che però svolge l’ordinaria amministrazione – ha ricordato Schifani -. C’è poi un segretario regionale, che stimo, ma che risulta sospeso da Samorì. Insomma, una situazione tutta da definire”.
La Dc chiede di rientrare nella squadra di governo. Schifani ascolterà la delegazione del partito “che è stato comunque alleato fedele” all’Ars per la Finanziaria. La strada per gli orfani di Cuffaro è in salita ma la porta per la Giunta resta ancora aperta: in ballo i nomi di Laura Abbadessa e Giacomo Scala. Il faccia a faccia con Schifani sarà decisivo.
