Oggi, martedì 28 aprile, sciopera la dirigenza medica dell’ospedale Giglio di Cefalù. I medici si fermano per 24 ore per chiedere l’adeguamento integrale delle retribuzioni ai livelli del servizio sanitario nazionale, l’introduzione di un sistema di riconoscimento dell’anzianità di servizio con scatti di carriera e progressioni professionali analoghi a quelli del settore pubblico e l’incremento del fondo annuale della produttività, destinato alla categoria dei medici, decurtato nell’ultimo triennio.
Dopo la proclamazione dello stato di agitazione, il 31 marzo si è svolto un tentativo di conciliazione in Prefettura, con esito negativo.
“La parte datoriale – dichiarano per la Fp Cgil Palermo il segretario generale Andrea Gattuso e la rappresentante medici Monica Lunetta, per la Cisl Fp Palermo Trapani il segretario generale Lorenzo Geraci e Rosario Lo Piccolo, per la Uil Fpl Palermo Sicilia Salvatore Sampino e Alfredo Orofino – sul tavolo non ha portato nessuna risposta positiva in merito alla richiesta di un adeguamento retributivo e normativo. La governance ha anzi richiamato la Regione a un maggiore impegno, scaricando le proprie responsabilità. Da qui la decisione di proclamare lo sciopero, non avendo ottenuto risposte sul miglioramento dell’inquadramento economico né sul contratto integrativo”.
Il 15 aprile si è svolta un’audizione in VI commissione all’Ars, con l’intervento dell’assessore alla Salute sulle criticità del personale medico della fondazione Giglio.
Da anni i medici evidenziano una grave disparità retributiva rispetto ai colleghi del comparto pubblico che finirà per incidere sulle cure e i servizi garantiti alla cittadinanza. Secondo i sindacati, il divario si attesta sopra i mille euro netti al mese.
“I dipendenti sono trattati alla stregua dei medici delle strutture private, con il contratto Aiop dell’ospedalità privata e la contrattazione ferma al 2021 – proseguono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – Ma di fatto il Giglio è una struttura sanitaria pubblica di diritto privato, operante in regime di convenzione con il Ssn, inserita in una rete regionale pubblica per l’area di emergenza-urgenza e il pronto soccorso è centro hub nella rete siciliana per l’infarto.l”.
“E c’è anche un altro aspetto che incide – aggiungono i sindacati – i medici del Giglio non hanno possibilità di carriera o di incarichi dirigenziali che li valorizzino, anche in base alle prestazioni che hanno messo in campo. Di fatto, di fatto sia dal punto di vista normativo che retributivo sono fermi. A dieci giorni dallo sciopero nazionale della sanità privata, il segnale che arriva è di uno stato di sofferenza generale che vivono tutti i lavoratori del comparto, a 360 gradi. Non è una rivendicazione corporativa, quella portata avanti, ma si inserisce in uno stato di malcontento. La sanità convenzionata dovrebbe integrare quella pubblica ma sono entrambe allo sfascio”.

