Nuove scintille Ferrandelli-Forello | E' ancora scontro sulla legalità

Nuove scintille Ferrandelli-Forello | E’ ancora scontro sulla legalità

Duello tv tra i candidati a 'DiMartedì', su La7.

Le Amministrative di Palermo
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PALERMO – Duro scontro tra Ugo Forello e Fabrizio Ferrandelli davanti alle telecamere di ‘DiMartedì’, la trasmissione condotta da Giovanni Floris su La7 che ha acceso i riflettori sul voto di Palermo. Un duello che, dopo le domande su occupazione e rilancio economico, è nato sull’argomento legalità e a cui ha partecipato, seppure in misura minore, anche Leoluca Orlando. E’ il sindaco uscente ad accendere la miccia: “La mia amministrazione e la mia giunta non sono mai state toccate da indagini  afferma Orlando -. Vorrei ricordare che c’è qualcuno che si candida essendo indagato per voto di scambio mafioso ed essendo sostenuto da un condannato per mafia”. Il riferimento è a Ferrandelli e alla sua vicinanza all’ex governatore Totò Cuffaro. Il leader de I Coraggiosi risponde prontamente: “Siamo per la legalità praticata e per le denunce – dice -. In questa terra siamo stati abituati per troppo tempo ai professionisti dell’antimafia e a coloro che sulla legalità hanno costruito carriere e spesso anche dei profitti sulla gestione dei beni confiscati e delle associazioni antiracket”.

Anche Forello va all’attacco di Ferrandelli con argomentazioni già utilizzate in un precedente confronto fra sindaci: “Bisogna impedire che il sistema mafioso possa continuare a fare affari in questa città. Niente lezioni da chi è indagato e fa accordi politici con un condannato in via definitiva come Cuffaro”. La temperatura sale con la replica di Ferrandelli: “Io ho praticato la legalità togliendo i bambini dalla strada senza staccare parcelle in associazioni utilizzando l’antimafia -dice -. Ho una mia correttezza, ho sempre chiarito i miei comportamenti e ho collaborato alle indagini. Non mi sono mai avvalso della facoltà di non rispondere, come hanno fatto i compagni di partito di Forello. Forse il suo provlama sarebbe corretto se non fosse candidato in un partito di indagati”. Il riferimento è all’indagine sulle firme false che vede indagati tre deputati eletti tra i Cinquestelle, in verità ora sospesi dal movimento: Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita. Il duello si chiude con la promessa di querela da parte di Forello che aggiunge: “Gli indagati per le firme false sono stati sospesi dal Movimento cinque stelle”.

 


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