"Senza sinergia con Catania |Comiso soccomberà" - Live Sicilia

“Senza sinergia con Catania |Comiso soccomberà”

Cessate le polemiche per l'inaugurazione "senza voli" dello scalo Vincenzo Magliocco, il presidente e l'amministratore delegato di Sac (nella foto) parlano del futuro dello scalo ragusano e della necessaria integrazione con Fontanarossa.

 

I vertici Sac
di
2 min di lettura

Lo studio presentato da Mancini

CATANIA- Senza l’integrazione con lo scalo di Fontanarossa, il nuovo aeroporto di Comiso avrà vita breve, brevissima, due anni al massimo. Ne sono convinti il presidente e l’amministratore delegato di SAC, Enzo Taverniti e Gaetano Mancini secondo cui il Magliocco, scollegato al traffico aereo di Fontanarossa, è destinato a soccombere per assenza di passeggeri entro due anni, non appena si esaurirà il contributo regionale. Lo hanno detto senza mezzi termini stamattina nel corso di una conferenza stampa convocata per mettere fine alle polemiche, scoppiate immediatamente dopo l’inaugurazione dello scorso 30 maggio, ribadire come la Sac sia stata, sin dall’inizio, un elemento fondamentale per l’avvio del nuovo scalo aeroportuale, ma soprattutto per evidenziare come tra i due aeroporti non dovrà e non potrà esserci competizione perchè senza una fattiva integrazione il piccolo Migliocco non potrà rimanere sul mercato.

A spiegarlo, mostrando slide esplicative, è lo stesso Mancini che ha evidenziato come Comiso possa svilupparsi solo in collegamento con Catania e solo se, entrambi gli scali si differenzino a tal punto da essere, entrambi, il riferimento per la Sicilia Orientale. Prima, però, lo stesso amministratore delegato ha voluto chiudere le polemiche dando alcuni numeri, chiudendo definitivamente le bocche di chi, fino a oggi, ha sostenuto che Catania fosse contro il nuovo aeroporto ibleo.

“Ci hanno dipinto come i nemici di Comiso – ha affermato Mancini – ma noi abbiamo solo evidenziato come l’inaugurazione senza voli sia stata una scelta sbagliata. Chiediamo fatti e aspettiamo di vederli concretizzati. Nel 2007 la Sac ha investito su Comiso 17.139.000 euro – ha continuato l’ad di Sac – per poi acquistare altri 3.769.000 euro di quote azionarie e, nel 2008, sostenere il Comune di Comiso versando 1.190.000 euro per canoni anticipati. E tutto questo – ha aggiunto – per uno scalo che avrebbe dovuto aprire i battenti nel 2009. Non solo: Sac è stata impegnata in prima linea per fare ottenere a Comiso la certificazione Enav e ha messo a disposizione il suo knopw how”

Nessun tentativo di ostacolare il neonato scalo aeroportuale, dunque, ma solo la necessità di comprendere cosa sarà da oggi in poi, ora che lo scalo è operativo. Da qui la necessità che vi sia un progetto territoriale e di capire su cosa puntare per il futuro. “Bisogna integrare i sistemi di Ragusa e Catania – ha proseguito Taverniti – per fare fruttare l’investimento su Comiso. Il Vincenzo Migliocco non è infatti scalo di interesse nazionale – ha continuato – e, finiti i 4,5 milioni dati dalla Regione per i prossimi due anni, bisognerà trovare altri fondi o fare in modo che diventi di interesse nazionale. Per questo è necessario il collegamento reale con Fontanarossa”. Insomma, un’unico “Interscalo” con due vocazioni e destinazioni diverse

 

 


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI