"Sette giorni di abusi"| Esposto di Mediterranea

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Commenti

    Ma perché farvi abusare così? Perché no. Andare in altri stati?

    Abusi? Lo stesso esposto immagino sia stato fatto alle autorità Maltesi e Tunisine…. Per altro in Italia il comandante non sarebbe potuto nemmeno entrare.
    Vuoi vedere che da sotto dovrebbero passare sopra….RIDICOLO

    Non hanno denunciato il Governo LIBICO per crimini contro l’umanità e per le sevizie e torture che dicono di aver subito e qua denunciano “sette giorni di violazioni, omissioni e abusi” che in rapporto diciamo a quello che hanno trascorso possa sembrare una passeggiata, MA SIAMO SERI, BASTA, NON SE NE PUO’ PIU’ noi dobbiamo sentirci in colpa e in dovere obbligatorio di aiutarvi? a questo prezzo MAI, aiuto si ma essere pure presi a pesci in faccia come se a voi tutto è dovuto NO, questo i nostri odierni politicanti non l’hanno MAI CAPITO E MAI LO COMPRENDERANNO in quale baratro ci fanno finire.

    Caro Pippo, se in Italia un delinquente ti entra in casa e tu ti difendi, secondo te chi è che sarà processato? Quindi non ci meravigliamo, funziona sempre tutto al contrario e a discapito della giustizia vera.

    tranquilli ora con questo governo ricomincia l’invasione

    Coraggio è finita, grazie a Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Nicola Zingaretti e Pietro Grasso si è finalmente aperta una nuova pagina politica che ci farà dimenticare il periodo oscurantista che tutti abbiamo tristemente vissuto con la Lega al potere.

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Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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