Seus, Aliquò rifiuta l'incarico: | "Lì non mi vogliono" - Live Sicilia

Seus, Aliquò rifiuta l’incarico: | “Lì non mi vogliono”

Il manager, che da anni collabora con l'assessore Borsellino, dice no alla proposta di contratto avanzata dalla società per ricoprire il ruolo di direttore generale: "Era di appena un anno con una decurtazione del 40%. Un segnale chiaro: la politica vuole qualcun altro al posto mio. L'input arriva dal Comitato di sorveglianza, dove siede il capo di gabinetto dell'assessore Bianchi".

PALERMO – Angelo Aliquò non sarà il nuovo direttore della Seus, la partecipata della Regione che gestisce il servizio del 118. Il manager, che ha collaborato nel recente passato con l’allora assessore alla Salute Massimo Russo e col dirigente generale, oggi assessore, Lucia Borsellino, ha rifiutato la proposta di contratto avanzata dal Consiglio di sorveglianza dell’azienda. “Hanno fatto di tutto perché io non accettassi – spiega Aliquò – e mi dispiace tanto”.

In effetti, il percorso di avvicinamento alla Seus di Aliquò era stato molto accidentato. Quando sembrava tutto fatto (il manager ha anche partecipato all’ultima convocazione della Commissione Sanità all’Ars proprio sulla vertenza 118) lo stesso organismo dell’azienda aveva richiesto un parere legale all’Avvocatura dello Stato, chiedendo di verificare se la nomina del manager potesse in qualche modo violare il blocco delle assunzioni voluto dal precedente governo. Un parere, quello dell’avvocatura, giunto proprio ieri, e che ha sancito la legittimità della nomina di Aliquò in un ruolo che deve essere “tassativamente coperto”.

Ma oggi, ecco la nuova puntata. Ad Aliquò sarebbe giunta una proposta di contratto “irricevibile”. “Mi hanno proposto – spiega a Livesicilia – un contratto di appena un anno. E per di più con una decurtazione del 40% rispetto al mio predecessore. Al di là di tutto, mi è sembrato un chiaro segnale: qui non mi vogliono”. Secondo Aliquò, quindi, il ridimensionamento del compenso e della durata, sarebbe il modo col quale “qualcuno” ha provato a convincerlo a desistere. Ma chi?

“Credo – si limita a spiegare il manager – che ci sia una matrice politica nella scelta di spingermi al rifiuto. Credo che l’input arrivi dal comitato di vigilanza, dove siede anche Giulio Guagliano”. Guagliano è il capo di gabinetto dell’assessore all’Economia Luca Bianchi, che ha anche il compito di gestire le società partecipate.“Io – puntualizza Aliquò – Bianchi non l’ho mai visto. E quindi non so se quella proposta giunga da lui. È evidente, però, – prosegue – che non vogliono che io mi insedi. Forse qualcuno ha in mente di assegnare quel posto a qualcun altro. È la politica, ci mancherebbe…”.

Ma il manager non nasconde l’amarezza: “Ammetto che mi dispiace molto – dice infatti Aliquò – visto che mi ero già appassionato all’idea. Ero convinto di poter fare cose molto utili per l’azienda. Ma se non mi vogliono, non devo farlo per forza. Se qualcuno non mi vuole bene, non sono obbligato ad andarci d’accordo”. E l’amarezza di Aliquò, in realtà, è solo l’ultima di questi mesi. Il manager, infatti, attuale Commissario straordinario dell’Asp di Ragusa, è stato tagliato fuori dalle selezioni per gli aspiranti direttori generali di Asp e aziende ospedaliere. “Finora – racconta Aliquò – ho lavorato con grande impegno. E credo anche grazie all’aiuto delle tante persone capaci che ho incontrato a Ragusa, di aver fatto bene. Certo, quando amministri scontenti sempre qualcuno. Ho licenziato delle persone, ad esempio, non penso siano felici. Ma se mi guardo allo specchio, sono felice di quello che ho fatto”.

Ma adesso, come detto, oltre alla nomina a direttore generale delle Asp, sfuma anche quella alla Seus, dopo il rifiuto dello stesso Aliquò. Che sarebbe stato, invece, manager molto gradito all’assessore Borsellino. “Ho parlato ieri con Lucia – spiega Aliquò – e le ho comunicato la mia scelta. Con lei il rapporto è intatto. Oltre ala stima, c’è l’amicizia. Mi dispiace molto, semmai, per i lavoratori di Seus. In questi giorni avevo colto una grande speranza. È gente che lavora davvero, e crede in quello che fa. Il fatto che la politica non mi abbia voluto in Seus danneggia innanzitutto loro che sono ancora sbandati, senza guida, e la gente che fruisce di quel servizio. Ma se non mi vogliono, pazienza. Farò altro nella vita”.


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