Si chiude Lampedus'amore | La due giorni per Cristiana Matano

Si chiude Lampedus’amore | La due giorni per Cristiana Matano

Si chiude Lampedus’amore | La due giorni per Cristiana Matano
Claudio baglioni al convegno 'Comunicazione e migranti' tenutosi nell'ambito della due giorni
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Familiari, colleghi, amici e autorità uniti nel ricordo della giornalista scomparsa un anno fa.

Successo per l'iniziativa
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LAMPEDUSA (AGRIGENTO) – “Non ce lo aspettavamo, è andato tutto oltre le nostre aspettative”. È così che Filippo Mulè, presidente dell’associazione “Occhi blu” onlu, parla della prima edizione di “Lampedus’amore”, manifestazione di due giorni che si è svolta a Lampedusa lo scorso fine settimana in ricordo della moglie Cristiana Matano, scomparsa troppo giovane lo scorso anno. Lampedus’amore nasce da un sogno, dal desiderio di uscire dalla logica del ricordo sterile per costruire invece un momento di partecipazione condivisa, sull’isola che Cristiana aveva scelto come luogo dove riposare per sempre.

Per due sere di seguito, a cominciare dalla cerimonia di apertura, condotta da Salvo La Rosa e Marina Turco (Tgs), piazza Castello è stata gremita di gente: lampedusani, turisti, ospiti del centro di accoglienza, autorità, familiari, colleghi e amici della giornalista si sono dati appuntamento per una serie di eventi che si sono conclusi con la cerimonia di consegna del Premio giornalistico internazionale “Cristiana Matano”. Premiati quei giornalisti che hanno saputo raccontare Lampedusa nel modo più vero, che ne hanno saputo cogliere le tante sfaccettature, che hanno saputo raccontare con sensibilità e piglio da cronisti la natura di approdo dell’isola.

“Lampedusa sta uscendo dalla sua solitudine, anche grazie a voi”, ha detto il sindaco Giusy Nicolini, ringraziando gli organizzatori e le autorità che hanno partecipato alla due giorni: il presidente del Senato Pietro Grasso, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, tra gli altri. Particolarmente commosso il presidente del Senato durante la rappresentazione di “Lampedusa beach”, monologo scritto e diretto da Lina Prosa, in scena per la prima volta sull’isola che lo ha ispirato. Occhi lucidi e fiato sospeso di tutta la piazza di fronte a una splendida Nadia Kibout, attrice franco-algerina, nei panni di Shauba, una migrante che lentamente affonda nel Canale di Sicilia. Al termine dello spettacolo Grasso ha voluto complimentarsi di persona con l’attrice e la regista. Il giorno dopo il presidente di Palazzo Madama ha partecipato con le altre autorità e altri ospiti istituzionali al convegno “Comunicazione e migranti. L’esempio di Lampedusa” che si è svolto nella sala conferenze dell’aeroporto. I relatori, moderati dalla giornalista Elvira Terranova, si sono confrontati sul tema dell’immigrazione e sui diritti di chi arriva dal mare e di chi aiuta.

Tra il pubblico anche Claudio Baglioni, che poi ha voluto ricordare Cristiana Matano con delle belle parole sul suo profilo Facebook: “Cristiana si è spenta l’8 luglio di un anno fa, a quarantacinque anni. Da ieri c’è un premio giornalistico internazionale a lei ispirato e dedicato dalle persone a lei care e al ricordo della sua vita di qui. Cristiana è partita per un luogo sconosciuto, che sta da un’altra parte ma non lontano, per il quale troverà parole belle e innamorate come quelle che ha saputo scrivere per questo che è stato il suo posto”. Tanto pubblico anche ai due eventi più ludici della manifestazione: il concerto “Sud, i ritmi afro-mediterranei”, con Edoardo Bennato, Raffaella Daino Pivirama, Jerusa Barros, Antoine Michel, Tony Canto e Daria Biancardi, condotto da Salvo La Rosa e Valeria Benatti; e la partita Lampedusa-Resto del mondo, al campo sportivo “La Salina”.

In campo, dopo il calcio d’inizio del presidente Grasso, anche il presidente della Lega di Serie B, Andrea Abodi, che, in serata, sul palco di piazza Castello ha promesso la costruzione di un nuovo campo sportivo per l’isola, da consegnare entro settembre nell’ambito del progetto “The Bridge, un pinte per Lampedusa”. E infine la serata di consegna dei Premi intitolati a Cristiana Matano. Sul palco Raffaella Daino di Sky e Alberto Matano della Rai. Nel buio della piazza, poco prima dell’inizio, un video: la voce di Cristiana, i suoi servizi, la sua conduzione del Tg, il suo racconto di Lampedusa.

Quattro i giornalisti premiati: Nick Squires, Carlo Puca, Angela Caponnetto, Domenico Iozzo. Poi i premi speciali, ai Vigili del fuoco e alla Guardia costiera, per il lavoro che svolgono ogni giorno per i migranti e per la loro capacità di raccontare, aiutando i giornalisti nel loro mestiere di cronisti. Tra gli applausi del pubblico, tutte le persone che hanno partecipato all’organizzazione della manifestazione, donando il loro tempo e il loro impegno, il “capitano” Filippo Mulè ha detto solo “grazie” e ha promesso che l’appuntamento si rinnoverà anche l’anno prossimo.

A Lampedusa anche il presidente del Co.Re.Com Sicilia Ciro Di Vuolo. Il Co.Re.Com, infatti, è stato sponsor del progetto “Lampedusa e l’informazione” che ha coinvolto gli studenti delle Isole Pelagie. Tre ragazzi, Simona Sparma, Francesca Brignone, Emily D’Ippolito del Liceo “Ettore Majorana” – Istituto comprensivo “Luigi Pirandello” di Lampedusa-Linosa, sono stati premiati dalla giornalista Marina Turco, con una targa durante la cerimonia di consegna dei Premi giornalistici intitolati a Cristiana Matano. I ragazzi di Lampedusa, nello scorso mese di maggio, hanno partecipato ad un progetto legato al mondo dell’informazione, al termine del quale hanno scritto un articolo sugli argomenti affrontati durante i seminari. Il Co.Re.Com. aveva partecipato organizzando, tra l’altro, anche l’incontro con Giammaria De Paulis, autore del libro “Facebook. Genitori alla riscossa. Vademecum per non smarrire i propri figli online”.

Durante la due giorni di Lampedus’amore, Di Vuolo ha partecipato anche al convegno “Comunicazione e migranti. L’esempio di Lampedusa” che si è tenuto nella sala conferenze dell’aeroporto e a cui è intervenuto il presidente del Senato Pietro Grasso. Grasso si è soffermato anche sul problema dei “minori non accompagnati”: “Sono convinto che il modo migliore per affrontarlo sia attraverso istituti giuridici che già esistono, come l’affido alle famiglie, debitamente formate e seguite. Quale significato migliore di umanità e accoglienza? E soprattutto – ha concluso Grasso – quale veicolo migliore per imparare la lingua e integrarsi che non quello dell’affetto di un ambiente sereno e accogliente?”. Di Vuolo, prendendo spunto dall’intervento del presidente Grasso, ha ricordato che il Co.Re.Com Sicilia aveva avviato qualche tempo un percorso per la creazione a Lampedusa di un centro dedicato all’accoglienza dei minori non accompagnati, così da creare un ambiente più familiare e accogliente che permetta di ridurre il trauma dello sbarco in una terra straniera. “C’è stato uno scambio epistolare con il sindaco Nicolini, alla quale abbiamo subito offerto tutto il nostro appoggio per la realizzazione dell’idea. Poi – ha spiegato il presidente del Co.Re.Com Sicilia – il percorso si è interrotto. Da parte nostra, speriamo che il progetto diventi presto operativo e aspettiamo che l’amministrazione di Lampedusa ci dia indicazioni sulla volontà di procedere e sugli step da seguire. Con una intensa collaborazione tra istituzioni possiamo arrivare al raggiungimento di questo importante obiettivo”.

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