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E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).
L'Etna fa venire a galla tutte le fragilità della Sicilia dovute all'indolenza, all'incompetenza della politica cosi attenta al proprio potere mentre l'ammalato Sicilia muore. Non è solo l'aeroporto ma tutti collegamenti che non funzionano. Le autostrade, le ferrovie sono da terzo mondo. Lombardo Crocetta, Mussomeci e Schifani si sono rivelati incapaci. Il caldo, la siciità e gli eventi naturali evidenziano i disagi dei siciliani e di conseguenza ci fanno giudicare dal mondo intero. In questo contesto si parla di Ponte sullo stretto.
Daspo? Lo dispone l'Autorita'ma non certo su richiesta del cittadino. Invero,nelle more non si riscontra nel merito alcuna pubblica attivita' da parte di chicchesia,che ribadisco,non puo'essere accolta.
In Sicilia mancano gli ispettori del lavoro.
L'unica cosa di cui si occupano è la sedia.


C’erano dubbi. E MI RIFERISCO A CHI OCCHI CHIUSI DICENDO CHE A Palermo si vive bene. To beccatevi questo
E costruiscono case come se non dovessero morire mai….sono scarsi e superbi. Solo con questo Sindaco stanno.vedendo qualche segnale positivo. Tra 6 mesi ritorneranno nel medio evo della politica
Ieri sono stato privato della mia libertà di movimento. Città spaccata letteralmente in due. Il sacrificio per un manipolo di maratoneti che potrebbero correre ovunque senza il bisogno di questi amministratori provincialotti con la sindrome della grande mela. Tutto il mio augurio. Di contro vivo spesso fra Udine e Trento per motivi cogenti, ma non credo che sostituire il nostro clima e il cibo sia cosa praticabile.
Quale Sindaco quello del Castello di Joppolo?
Il merito di tutto questo non è certo della politica ma dell’ottima qualità del consenso espresso finora.
Continuiamo a vedere le sale dei centri fieristici o dei grandi cinema pieni di bandiere sventolanti ed anziani trasportati in massa a bordo di pullman dai galoppini locali.
Ci meritiamo tutto ciò.
Dall’unificazione dell’Italia ad oggi, gradino più gradino meno, la provincia di Agrigento, nell’eterna attesa di raggiungere il traguardo di un’integrazione che mai arriva, continua a restare il fanalino di coda dello Stivale. Che di suo poi, per un verso o per un altro, arranca ed arranca. Eppure il sindaco della città dei templi e il vescovo di quell’arcidiocesi, uniti dal comune amore per un miraggio dai satrapi del mondo inventato e chiamato multiculturalismo, al solo scopo di traghettare gli umani verso una decrescita felice e di continuare a godere indisturbati dei loro privilegi, volano in Egitto alla ricerca di un’integrazione ideologica che certamente non poterà pane in quell’angolo d’Italia che chiamare quarto mondo è un eufemismo.
abbiamo il mare ,il sole è tanto buon cibo…. eppoi….eppoi..