Siccità, dai razionamenti Amap agli appalti: le 'sfide' in cabina di regia

Siccità, dai razionamenti Amap agli appalti: le ‘sfide’ in cabina di regia

Cosa succede nella 'crisi' siciliana

PALERMO – Dai razionamenti a Palermo, previsti da Amap e poi sospesi, allo stato di avanzamento dei lavori per fronteggiare l’emergenza siccità. Bocche cucite ai piani alti della Regione, con una certezza: l’appuntamento per la convocazione della cabina di regia è fissato per oggi pomeriggio.

Il caso Amap e i razionamenti

Fonti dell’Amap spiegano che difficilmente si tratterà oggi la questione dei razionamenti previsti da Alessandro Di Martino, amministratore unico di Amap, che aveva anticipato, salvo poi fare passo indietro, l’avvio di nuove misure per fronteggiare l’emergenza idrica nel Palermitano.

Ma la decisione sulla calendarizzazione spetta al coordinatore della cabina di regia Salvo Cocina, numero uno della Protezione civile regionale, che ha sul tavolo tutti i dossier più caldi. Dalla Piana di Catania al Messinese, dal Ragusano alla zona “a secco” tra Caltanissetta ed Agrigento. Come se non bastasse è arrivata la “doccia fredda” dei razionamenti a Palermo, sullo sfondo, la guerra dell’acqua.

Il dossier appalti

La possibile interlocuzione con i vertici Amap potrebbe avvenire mentre si incroceranno gli sguardi di Cocina, Schifani e dei 23 soggetti attuatori, ovvero rappresentanti degli enti di gestione, consorzi di bonifica e dei Comuni, ai quali sono stati affidati i fondi per gli appalti di emergenza.

“Il monitoraggio sarà settimanale”, aveva anticipato Cocina a LiveSicilia e così è stato, tra una strigliata agli enti in ritardo e il plauso a Siciliacque che, da sola, ha ultimato quasi tutti i lavori in programma.

Cosa attende la Sicilia

I fondi per il sostegno degli allevatori attraverso il foraggio sono stati sbloccati, è previsto un quantitativo giornaliero di fieno per ciascun animale, per i prossimi 120 giorni. Ma lo spettro che fa più paura è quello della moria delle piante, gli ulivi non stanno fruttificando e gli agrumeti rischiano di seccare.

Ma quello agricolo, però, è un capitolo che riguarda altri piani di intervento della Regione. C’è la necessità di portare l’acqua nelle case dei siciliani, non a caso il piano da 20 milioni di euro di emergenza prevede che siano scavati nuovi pozzi, ripristinati quelli danneggiati e sistemate le tubazioni.

Verifiche sulle date di ultimazione

Il monitoraggio settimanale servirà a verificare che, effettivamente, gli enti stiano rispettando gli impegni assunti. Se da un lato Siciliacque ha ultimato gran parte dei lavori, gli appalti affidati ai Comuni viaggiano a una velocità differente, come quelli gestiti da alcuni gestori locali del servizio idrico: colpa della burocrazia. Nel Catanese, entro fine luglio, dovrebbero essere ammodernati i pozzi comunali del comune di Mineo e quelli di Ramacca.

Da verificare se Castelvetrano, Marinella di Selinunte, Triscina e Castellammare del Golfo, abbiano ultimato gli interventi pianificati per fronteggiare l’arrivo dei turisti: erano previsti entro metà luglio.

Gli altri obiettivi

Entro fine mese Trapani dovrebbe ultimare il ripristino dei pozzi di contrada Bresciana, “con un rilascio aggiuntivo in rete di circa 65 litri d’acqua al secondo”, ha sottolineato la Regione.

Nell’Agrigentino si lavora già da settimane agli interventi sulle sorgenti e a una nuova condotta di collegamento: ultimazione prevista il 24 luglio. Al lavoro anche su un nuovo pozzo a Sciacca. Fine luglio necessario anche nel Messinese per molti pozzi.

E poi ci sono gli equilibri politici, quelli che passano dal palazzo di città palermitano, guidato da Roberto Lagalla, per esempio e guardano in filigrana a Palazzo d’Orleans. Ma forse la situazione è troppo drammatica per una nuova puntata dello scontro.

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