PALERMO – Dalle 7 alle 23 del 25 settembre i siciliani voteranno il prossimo governo nazionale e soprattutto il prossimo governo regionale. E mentre le sorti delle urne nazionali possono comunque riservare sorprese così non sarà per le urne regionali. In virtù della legge elettorale siciliana, infatti diventa Presidente della Regione chi prende anche un solo voto in più sui suoi avversari. Il 26 settembre così la Sicilia conoscerà il nome di chi la governerà per i successivi 5 anni.
I siciliani sono chiamati a decidere, però, non solo l’inquilino di Palazzo d’Orleans ma anche per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana ai cui scranni saranno eletti 70 deputati.
Vale la pena così di ricordare come vengono assegnati i seggi. Dei 70 deputati, 62 saranno eletti con il sistema proporzionale attraverso le liste provinciali. Sette seggi, invece, sono assegnati alla lista del candidato presidente vincitore attraverso un premio di maggioranza, il famoso listino del presidente. L’ultimo seggio rimasto libero va infine per diritto al secondo candidato presidente più votato.
Per l’elezione dei 62 deputati attraverso il sistema proporzionale a ogni provincia spetta un numero differente di seggi: 6 ad Agrigento, 3 a Caltanissetta, 13 a Catania, 2 a Enna, 8 a Messina, 16 a Palermo, 4 a Ragusa, 5 a Siracusa e 5 a Trapani.
Per vedersi assegnato un seggio, ogni partito candidato deve superare un di soglia di sbarramento, pari al 5%, in almeno cinque province. Quindi, un deputato per essere eletto dovrà far parte di uno schieramento che superi questo quorum in almeno cinque province ed essere il più votato all’interno di quella data lista. I seggi scattano in base alla percentuale di preferenze ottenute: più questa è alta più deputati vengono eletti nella stessa lista.
A differenza di quanto accade per elezioni nazionali, infine, nelle regionali gli elettori possono esprimere le loro preferenze attraverso il voto disgiunto: la lista del presidente e quella dei deputati assegnati attraverso le liste provinciali non devono necessariamente coincidere.

