PALERMO – “Il governo Musumeci ha diminuito di circa 500 mila tonnellate il conferimento annuo di rifiuti indifferenziati in discarica. Nel giro di due anni siamo passati da un trattamento medio giornaliero di 4.937 tonnellate a 3.539 di quest’anno, sulla base di un trend di crescita costante della differenziata”. Lo afferma l’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon illustrando alcuni dati sulla gestione dei rifiuti nell’Isola.
L’assessore ricorda che “tra il 2015 e il 2017 la percentuale di raccolta differenziata è passata dal 12,8 per cento al 22 per cento. Questo governo nel giro di un anno ha raggiunto quota 31,3 per cento e il dato continua progressivamente a crescere mese dopo mese”.
Pierobon chiarisce che “questo processo va accompagnato dalla realizzazione di nuovi impianti, in particolar modo per il trattamento dell’umido, ed è quello che stiamo facendo”. Nel 2018 l’incidenza dell’impiantistica pubblica nel sistema dei rifiuti era dell’8,15 per cento contro il 91,85 dei privati. Nel 2019 il dato passerà al 31,64 per cento del pubblico contro il 68,36 per cento del privato e così via, fino a un progressivo riequilibrio”.
“Il primo luglio ha riaperto l’impianto pubblico di Enna – spiega l’assessore – entro l’anno secondo il cronoprogramma fornito dai tecnici riaprirà quello pubblico di Vittoria. Stiamo lavorando per definire la progettazione di altri impianti in tutte le province, alcuni dei quali già finanziati in giunta come quelli pubblici di Calatafimi-Segesta, Ravanusa e Sciacca per i quali siamo già nella fase di progettazione”.
Ma c’è chi non plaude al governo sul tema. “Nel giorno in cui il governo regionale dà fiato alle trombe per dirci che il conferimento in discarica è diminuito e che è aumentato il ruolo degli impianti pubblici, apprendiamo che mille tonnellate al giorno d’immondizia e altri dieci milioni di euro verranno dati dalla Regione ai soliti padroni dei rifiuti: un’altra significativa vittoria politica del presidente Musumeci che, dopo due anni di annunci e di grancassa, continua a ricorrere alle discariche private per l’ordinaria amministrazione e per l’emergenza, esattamente come il suo predecessore Crocetta”. Lo afferma Claudio Fava, presidente della commissione antimafia all’Ars sul Decreto regionale che riguarda i rifiuti della città di Palermo. Fava ricorda quanto dichiarava proprio Musumeci tre anni fa: ‘Dobbiamo purtroppo constatare che nelle stanze dei bottoni si continua a vivere alla giornata, continuando a privilegiare l’abbancamento dei rifiuti in discarica. Diciamo basta alla burocrazia delle ordinanze ed alle politiche dell’ultimo secondo, adesso è giunto il momento delle azioni concrete e programmate o, in alternativa, delle dimissioni immediate per togliere il disturbo’. “Parole sante – commenta Fava – che Musumeci oggi dovrebbe trovare il coraggio di rivolgere a se stesso: azioni concrete o tolga il disturbo”.
A Fava ribatte Alessandro Aricò, capogruppo all’Ars di DiventeràBellissima: «Dove vive Claudio Fava, sulla luna? Qualcuno gli spieghi, con le leggi alla mano, che i tempi necessari per realizzare un impianto pubblico per il trattamento dei rifiuti sono almeno tre anni. Mettere sullo stesso piano, poi, i risultati delle politiche sui rifiuti dell’attuale governo regionale e di quello Crocetta, è un falso storico intriso di demagogia. Con Nello Musumeci, infatti, nel giro di pochi mesi la differenziata è aumentata in maniera esponenziale, la Sicilia ha un Piano e un disegno di legge sui rifiuti, sono stati già finanziati tre impianti interamente pubblici e il conferimento annuo di rifiuti indifferenziati in discarica è diminuito di ben 500 mila tonnellate».

