Sicilia, imprese in ginocchio: così la politica ha fallito - Live Sicilia

Sicilia, imprese in ginocchio: così la politica ha fallito

Il grido d'allarme degli industriali: "La situazione è tragica"
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PALERMO – Dai panifici alle industrie pesanti. La Sicilia vive una crisi senza precedenti mentre governo e Parlamento restano imbrigliati tra incapacità, litigi e ripicche. “Delusi da Draghi e dal Parlamento. La situazione è tragica – spiega a LiveSicilia il leader di Confindustria Alessandro Albanese – siamo bloccati e il governo non ha fornito alcuna risposta”.


Il decreto Bis

Il decreto Aiuti bis è fermo al Senato per il superbonus. In ballo ci sono 17miliardi di aiuti a famiglie e imprese, mentre i partiti continuano la campagna elettorale. Sullo sfondo c’è anche il varo del nuovo Aiuti ter, divenuto leggenda. Fino a questo momento restano irrisolte le questioni principali: fronteggiare in modo strutturale l’aumento dei costi dell’energia, non bastano le rateizzazioni, perché il flusso di cassa delle imprese, dopo la crisi covid, non è in grado di sostenere il costo di bollette decuplicate. A questo si aggiunge che sono in corso i pignoramenti dell’agenzia delle entrate, per le cartelle esattoriali maggiorate da sanzioni e interessi, dopo il blocco delle notifiche per l’emergenza covid. Il risultato è che le imprese, i professionisti e gli artigiani si trovano ben oltre il punto di non ritorno. In Sicilia si rischia il deserto industriale, produttivo e professionale.

La politica e gli industriali

Gli esponenti politici continuano la campagna elettorale, chiusi negli alberghi, tra i fedelissimi di apparato. Nonostante l’emergenza, è saltata la conversione del Dl Aiuti bis, per i litigi sul “docente esperto” e sul superbonus. Il M5S attacca, gli altri partiti gridano al “ricatto”. Ancora peggio è l’iter del decreto Aiuti ter, serve un “aggiustamento” di 6miliardi di extragettito. Non sono solo i fondi a scarseggiare, i politici in campagna elettorale dovrebbero essere presenti perché è necessaria la maggioranza assoluta. Scarsi gli spiragli per le famiglie: potranno, nella migliore delle ipotesi, rateizzare le bollette, ma senza una riduzione del costo, con l’arrivo dell’inverno, i soldi per le rate finiranno e nessuno potrà sostenere mutui decennali per pagare un semestre di luce e gas.

Interviene il leader degli industriali

“La situazione è tragica, da guerra – dice Alessandro Albanese a LiveSicilia – siamo bloccati in tutti i sensi. La nostra analisi ci conferma che il costo dell’energia di un albergo è di 30 euro a camera al giorno. Anche gli alberghi stellati rischiano il default. Tutta la produzione è in default, gli artigiani, l’agroalimentare, un vero dramma”. E ancora: “Siamo al mese di settembre, dovremmo consumare meno energia e non sono ancora arrivate le bollette di agosto. Il governo, invece di intervenire subito, ha preferito rinviare di una/due settimane. Noi ci aspettavamo che in Consiglio dei ministri, tre giorni fa, si facesse una moratoria, un contributo particolare. Hanno preferito rinviare”.

Rischio serrata

Industriali, commercianti, ristoratori e imprenditori non hanno scelta. “Noi stiamo pensando a una grande serrata – aggiunge Albanese – non parlo delle famiglie, degli enti pubblici, dei Comuni, come dovrebbero pagare le bollette schizzate alle stelle? Il governo doveva bloccare tutto, stesso discorso il Parlamento, bloccare la campagna elettorale. Manca la progettualità, al Nord alcune aziende si sono organizzate affittando le gasiere per acquisire il gas da soli. Ci dicano se dobbiamo andare a cercare il gas da soli”.

La politica ha fallito

Il leader di Confindustria lancia l’affondo al governo nazionale. “Siamo assolutamente delusi da Draghi, in Sicilia siamo tutti delusi, anche dal Parlamento. Facciano come abbiamo fatto durante la pandemia, è una nuova pandemia energetica. Stavolta chi chiude non riaprirà, non hanno capito l’importanza del problema e non ci sono ristori”.


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Commenti

    D’accordo la politica ha miseramente fallito ma non per questo uno dovrebbe sorbirsi lo spettacolo di un Luigi Di Maio di Impegno Civico che intervistato in tutte le reti televisive va ripetendo come un disco rotto che la causa di tutti gli attuali mali dell’Italia deriva solo dalla caduta del governo di Mario Draghi del quale lui tra l’altro si ritiene figlio politico. Ah scusate avevo dimenticato che anche Di Maio ne fa parte come ministro degli esteri.

    Più che altro è fallita la rappresentanza degli industriali, sempre uguale negli anni. La strategia è la stessa si chi prende il reddito di cittadinanza. Vivere a spese dello stato.

    Governo e Parlamento attivi h 24 per dare risposte tempestive a chi e’ in difficolta’ anche con l’apporto degli uffici territoriali del Governo

    Qualcuno dice che draghi è credibile! Perché? Peri italiani o per le banche? Il 110 lo ha pagato ?

    Finalmente avete capito perche Conte a suo tempo si è incavolato???
    Pensateci!!!

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