La Sicilia e gli incendi: la devastazione e l'allerta

La Sicilia devastata dagli incendi: cronaca di una giornata infernale

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Schifani in sala operativa
L'EMERGENZA
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5 min di lettura

 L’aria soffocante che diventa irrespirabile quando il termometro segna 40 gradi, le strade di molte città semi-deserte nelle ore di punta con i turisti a caccia di ombra e fontane, ristoranti che preferiscono rimanere chiusi a pranzo, blackout elettrici in molte zone – accade a Palermo – anche di notte per il sovra-riscaldamento delle reti di distribuzione dell’energia, gente costretta ad abbandonare le proprie abitazioni per l’avanzare degli incendi. QUI LA NOSTRA DIRETTA

Una giornata infernale

Decine di ettari di boschi e vegetazione bruciati in Sicilia, in Calabria e in Molise dove pompieri, forestali, protezione civile sono impegnati senza sosta via terra e con mezzi aerei per spegnere le fiamme che stanno distruggendo campi e coltivazioni. Grossi disagi anche in Sardegna, Puglia, Umbria, Toscana.

E’ in Sicilia però la situazione più critica. Il presidente della Regione, Renato Schifani, è andato nella sede della Sala operativa unificata della Regione per verificare il coordinamento delle attività di contrasto agli incendi. Da una settimana l’Isola è sotto pressione per il gran caldo che non dà tregua, con temperature arrivate fino a 49 gradi di giorno a Palermo e nelle aree interne dell’Isola e che non scendono sotto i 30 gradi la sera. (foto tratta dalla pagina Facebook del capo della Protezione civile, Salvo Cocina)

Il picco di caldo a Noto

Condizioni climatiche estreme – oggi il picco a Noto (Siracusa) con 46 gradi – che stanno creando problemi in particolare agli anziani e ai più vulnerabili, costretti a rimanere in casa con i condizionatori accesi h24. Ad aggravare la situazione nelle ultime 48 ore è stato il vento di scirocco che ha alimentato i tanti fronti di fuoco che, oltre a mandare in fumo vegetazione e macchia mediterranea, hanno minacciato, e continuano a farlo, abitazioni, attività commerciali e turistiche.

Sgomberi nell’Agrigentino

A Santo Stefano Quisquina (Agrigento) stamani otre 100 persone sono state sgomberate per un vasto rogo vicino al centro abitato. Per il timore che le fiamme avanzassero sono stati creati presidi di vigili del fuoco nelle vicinanze di un deposito di ossigeno, in una stazione di rifornimento e in una fabbrica di giochi d’artificio. “La situazione è drammatica”, ha detto il sindaco Francesco Cacciatore.

In via precauzionale 22 pazienti ricoverati nella clinica Ignazio Attardi sono stati trasferiti in altre strutture sanitarie. Via dalle proprie abitazioni le persone che vivono nelle case lungo la statale che collega Santo Stefano Quisquina a Bivona, altro paese colpito da una vasto incendio.

“Stato di crisi, piena emergenza”

Alcuni agricoltori con escavatori, ruspe e trattori si sono adoperati per realizzare dei tagliafuoco, mentre altri contadini con contenitori pieni d’acqua hanno dato conforto a vigili del fuoco, corpo forestale, volontari della Protezione civile, carabinieri e vigili urbani. Nella parte bassa di Bivona, che già ieri aveva già vissuto ore di inferno a causa delle fiamme, sono stati segnalati nuovi focolai e sono saltate le condutture idriche. “Ci stiamo nuovamente mobilitando, già abbiamo avuto danni ad aziende agricole e zootecniche, così come ad alcune abitazioni – dice il sindaco Milko Cinà – . Ho già dato mandato agli uffici di predisporre tutti gli atti per richiedere lo stato di crisi”.

Per Legambiente Sicilia “è piena emergenza”. L’associazione chiede “già dalle prossime ore e per l’intero periodo estivo in tutti i casi di allerte meteo, sia l’intervento straordinario dell’esercito, al fine di potenziare le azioni di fondamentale presidio del territorio, con finalità di deterrenza per scongiurare gli atti criminali di questi giorni, sia il potenziamento dell’utilizzo dei mezzi antincendio della Marina militare e delle altre forze dell’ordine.

La vicinanza dell’arcivescovo Lorefice

“Con paterno e fraterno affetto abbraccio voi tutti colpiti dalla devastante furia degli incendi e, dal profondo del cuore, ringrazio che si sta adoperando senza sosta per fronteggiare le fiamme e soccorrere le persone – Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, Protezione civile, associazioni e volontari, singoli cittadini”. Lo afferma l’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, in un messaggio alle comunità colpite dagli incendi.

“Vi raggiungo – scrive monsignor Lorefice – con queste parole, con cuore addolorato e turbato, mentre incendi devastanti stanno seminando distruzione e paura. Penso particolarmente alle care comunità di Castronovo di Sicilia, Belmonte Mezzagno, Trabia, Lercara Friddi, Roccapalumba e ai tanti comuni travolti dalle fiamme e al volto della nostra amata Sicilia, ancora una volta sfigurato. Ciascuno si senta custodito nel cuore del vescovo e dell’intera Chiesa palermitana, solidale con chi sperimenta, in queste ore, un duro momento di prova e sofferenza”.

“La responsabilità del disastro”

“Quanto attuali – osserva l’arcivescovo di Palermo risultano, purtroppo, le parole che scrivevo tre anni fa, (il 27 luglio del 2023, ndr) quando anche il corpo di San Benedetto il Moro finì vittima delle fiamme: ‘Tutti noi sappiamo però che non si tratta di un’emergenza. Quello che è accaduto in questi giorni è l’esito ultimo di decenni di decisioni, di scelte, di gesti, di omissioni”.

“La responsabilità di questo disastro ricade certo su chi ha avuto in mano la cosa pubblica, sulla politica; sulle nostre crepe educative, come anche sul modo di annunciare il Vangelo delle nostre comunità cristiane; ricade su di noi, su di noi in quanto popolo. Non abbiamo fatto abbastanza per cambiare la nostra Casa comune, la Terra; per mettere fine alla logica dello sfruttamento e del profitto e combattere le mafie; per difendere l’ambiente, il territorio, i nostri beni culturali; per creare opportunità di lavoro e servizi sociali. Siamo stati pigri, indolenti, individualisti, fatalisti, distratti da gretti interessi di parte'”.

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Nuova allerta

E’ arancione l’allerta meteo per rischi incendi per domani, giovedì 23 luglio. E’ quanto emerge dal bollettino pubblicato dalla Protezione civile regionale.

Le previsioni per domani, giovedì 23 luglio, sono di venti deboli occidentali o moderati secondo regime di brezza e di temperature in sensibile calo nei valori massimi, con valori massimi ancora elevati sulle aree interne. Per domani è ancora da bollino rosso Palermo per l’allerta relativo alle ondate di calore. Bollino giallo, invece, per Catania e Messina.

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