Sicilia, manovra quater all'orizzonte: c'è un tesoretto da spendere

Manovra quater all’orizzonte, sul tavolo un ‘tesoretto’ da spendere

A settembre l'Ars ripartirà dalle norme rimaste fuori dall'ultima variazione di bilancio

PALERMO – Si scrive ddl stralcio, si legge manovra quater. L’Assemblea regionale siciliana è in piena pausa estiva ma anche a settembre le temperature di Palazzo dei Normanni potrebbero essere calde tanto quanto quelle agostane. L’appuntamento è fissato per le 11 del 9 settembre, quando la commissione Bilancio dell’Ars si riunirà per esaminare il ddl che contiene le norme stralciate dalla manovra ter.

Manovra quater, testo base pronto

Il testo base è stato già messo insieme dagli uffici di Palazzo dei Normanni e conta una quindicina di articoli: norme tecniche e piccole variazioni di spesa, al momento, ma è facile prevedere che il ddl verrà implementato fino a trasformarlo, di fatto, nella manovra quater del 2025. Diversi ‘appetiti’, infatti, sono stati rinviati per consentire l’ok alla manovra ter e adesso le richieste dei partiti al governo tornano in primo piano.

Tesoretto da 80 milioni di euro

Esercizio difficile quello di individuare la dotazione finanziaria alla legge di spesa ancora in embrione. Al momento di certo c’è che si partirà da una eredità di quasi trenta milioni di euro. La cifra deriva dal mancato inserimento di alcune misure nella manovra approvata prima delle vacanze. Lo spazio economico, tuttavia, è destinato ad aumentare. Nei cassetti dell’assessorato al Bilancio, guidato da Alessandro Dagnino, infatti, sono ben conservati quasi 50 milioni di euro. Somme previste inizialmente per la manovra ter: di queste risorse, 35 milioni erano destinati alle mance care ai deputati.

Alla fine, il ‘tesoretto’ di partenza per la manovra quater si aggirerà sugli ottanta milioni di euro, al netto di un’ulteriore variabile che potrebbe influire positivamente sul budget: i continui aggiornamenti di cassa che vengono effettuati dal dipartimento Finanze. In quegli uffici le entrate della Regione vengono monitorate mensilmente con un lavoro certosino che potrebbe assicurare nuova linfa, come già accaduto negli scorsi anni.

Ars commissione Bilancio

Le norme in coda

Tra i provvedimenti che attendono di essere agganciati al ddl quello che va in soccorso dei Comuni con dieci milioni di euro per garantire il servizio Asacom (Assistenti all’autonomia e alla comunicazione) e la norma sulle stabilizzazioni nei Consorzi di bonifica (7,5 milioni), cara soprattutto alla Democrazia cristiana.

In lista d’attesa anche la norma in favore dell’editoria. La misura istituisce una sezione ad hoc del Fondo Sicilia per il settore con una dotazione di 3 milioni di euro più un ulteriore milione per gli editori di libri. Potrebbe rientrare anche l’articolo che dava il via al bando per i laghetti aziendali in agricoltura (10 milioni). Entrambe le misure sono state bocciate nell’ultimo scontro d’aula, con la norma sui laghetti che ha pagato le ostilità di parti della maggioranza nei confronti della Lega.

Il nodo delle mance

Queste misure faranno parte della battaglia sugli emendamenti aggiuntivi che vedrà il primo atto proprio in commissione Bilancio. Il governatore Renato Schifani intende mantenere il punto rispetto a quanto assicurato al governo centrale: mai più mance a pioggia e senza criterio. Altra cosa sarebbero degli interventi regolarizzati da un bando e destinati esclusivamente ai Comuni. Il via libera a questo tipo di aiuti faciliterebbe l’approvazione della manovra quater e consentirebbe al governo di evitare gli agguati dei franchi tiratori.


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